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2.000 specie di insetti per la tavola degli italiani.

24 ottobre 2017

Occhio agli inviti a cena. Tra qualche mese, nel bel mezzo di un barbeque, qualcuno potrebbe porgervi uno spiedino di grilli. O, durante un aperitivo, invitarvi a sorseggiare un bicchiere di vodka accompagnato da una ciotolina di bachi da seta. Non abbassate la guardia nemmeno durante una cena tradizionale: non è escluso che pane e dolci siano preparati con farina di larve.

L’Ue apre al novel food

Dal primo gennaio 2018, segnala Coldiretti, anche in Italia si potranno produrre e vendere gli ingredienti per il cosiddetto novel food come previsto dal nuovo regolamento dell’Unione europea. E la nuova frontiera alimentare è rappresentata proprio dagli insetti. Entro quella data la Commissione Europea istituisce un elenco dei novel food autorizzati per la commercializzazione nell’Ue, nel quale saranno inizialmente inseriti gli alimenti a norma del vecchio regolamento che poi verrà aggiornato con le nuove autorizzazioni.

Gli italiani dicono no

Gli italiani non sono ancora pronti: secondo un’indagine condotta da Coldiretti e Ixè, “la novità vede contrari ben il 54% degli italiani che li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli il 16% e non risponde il 6%”. Ma una cosa è certa, “di questi ultimi, inoltre, quasi nessuno vorrebbe trovare gli insetti vivi nel piatto”.

Buoni e genuini

Eppure, superato lo scoglio culturale, gli insetti sono un toccasana per il corpo. Le cimici d’acqua che arrivano dalla Thailandia, ad esempio, sono ricche di fibre, proteine e vitamine. I grassi, nemmeno a dirlo, sono ridotti all’osso. Questi alimenti, inoltre, non necessitano di coloranti né di conservanti.

Quanto al gusto, assicura chi lo ha assaggiato – e nel mondo sono 2 miliardi le persone che li mangiano quotidianamente – alcuni ricordano molto il pollo. Mentre i vermi giganti della farina, che vengono arrostiti, hanno un gusto simile alle patatine. Chi desidera mettere sotto i denti qualcosa di più sfizioso, può provare i vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino “made in Belgio”.

Duemila specie, la ricca offerta degli insetti

Per i palati più difficili, la scelta è ampia: di fatto, ci sono circa duemila le specie di insetti che sono considerate commestibili.

Tra i più consumati:

  • Coleotteri (31%)
  • Lepidotteri (bruchi, 18%)
  • Api, vespe e formiche (Imenotteri, 14%)
  • Cavallette, locuste e grilli (Ortotteri, 13%)
  • Cicale, cicaline, cocciniglie e cimici (Emitteri, 10%)
  • Termiti (Isotteri, 3%)
  • Libellule (Odonati, 3%)
  • Mosche (Ditteri 2%)

Il loro utilizzo in cucina è fortemente promosso dalla Fao, l’organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, secondo la quale il consumo di questi animali sarebbe un valido alleato contro la fame nel mondo.

E’ pericoloso?

L’entomofagia – il consumo di insetti da parte dell’uomo – non sembra essere pericolosa. Secondo quanto riferito dalla Fao, “non ci sono casi conosciuti di trasmissione all’uomo di malattie o parassiti causati dal consumo di insetti (a condizione che gli insetti siano trattati nelle stesse condizioni sanitarie di qualsiasi altro cibo). Sono state segnalate reazioni allergiche che sono tuttavia comparabili a quelle nei confronti di crostacei, che sono sempre degli Artropodi. In confronto a mammiferi ed uccelli, gli insetti possono presentare meno rischi di trasmettere zoonosi (malattie infettive degli animali che si possono trasmettere all’uomo, ndr) all’uomo e al bestiame, sebbene questo richieda ulteriori ricerche”.

In Svizzera sono già realtà

Dallo scorso agosto gli svizzeri possono portare in tavola gli insetti. Berna è stata la prima in Europa a concedere le autorizzazioni d’importazione e da qualche mese sugli scaffali dei supermercati Coop fanno bella mostra di sé gli hamburger agli insetti, prodotti con larve della farina (Tenebrio molitor), con riso, legumi e spezie, così come di polpettine di insetti, sempre a base di larve di farina.

Source: www.agi.it

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