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Affrontare la morte del proprio animale domestico

Affrontare la morte del proprio animale domestico
6 agosto 2018

Affrontare la morte del proprio animale domestico è un’esperienza che tutti amanti degli animali vivono prima o poi nella loro vita. Ma affrontiamo tutti il lutto e la perdita allo stesso modo? La risposta è no. Nonostante sembri un fenomeno universale, si presentano grandi differenze che dipendono da fattori culturali e religiosi, tra gli altri (Marqués, 2003).

Così come si prova dolore per la perdita di una persona, vale lo stesso anche per gli animali. Questo perché gli animali vengono visti come parte della famiglia , di conseguenza l’attaccamento tra esseri umani e animali domestici aumenta in modo considerevole (Field, Gavish, Orsini & Packman, 2009). Vediamo come si può affrontare la morte del proprio animale domestico.

“E quando mi resi conto che non sarebbe tornato, compresi che respirare faceva soffrire.”

Colui che non accetta di soffrire soffrirà per tutta la vita

Thelma Duffey (2005), docente presso l’Università del Texas di San Antonio, assicura che la perdita di un animale domestico generalmente è vissuta come un’esperienza dolorosa. A questa sofferenza bisogna aggiungere i tabù culturali associati al lutto per la perdita del nostro animale domestico. Questo dolore, di solito, non viene capito dalla maggior parte della popolazione, e ciò causa una maggiore afflizione.

Cane e padrona

Sebbene molte persone creino legami con i propri animali domestici, altre non sviluppano un tale affetto, ragion per cui non sono capaci di apprezzare le relazioni tra umani e animali. Chi non capisce questa relazione tende a sottovalutare la perdita e, addirittura, fa commenti come “era solo un cane”, “adottane un altro”, “sei così triste per un animale?”, ecc.

La perdita di un animale può essere uno dei momenti più difficili nella vita di una persona, nonostante a livello sociale l’impatto emotivo di questa perdita non siano messi sullo stesso piano di quello vissuto per la scomparsa di un essere umano. Secondo uno studio del Dipartimento delle Scienze Animali dell’Università delle Hawaii (Stati Uniti), il 30% dei padroni soffre per più di 6 mesi, mentre per un 12% rappresenta un fatto traumatico.

“Dirsi addio quando si ama non fa male, fanno male tutti i momenti che se ne andranno con quell’addio.”

 

Come affrontare la morte del proprio animale domestico?

Il lutto per un animale è composto da quattro fasi, le stesse che proviamo quando muore una persona a noi cara:

  • Negazione. In questa fase non si riesce ancora ad affrontare la perdita e usiamo la negazione dell’accaduto come un meccanismo di difesa per posticiparne l’impatto. È consigliabile disfarsi o mettere via i giochi dell’animale domestico.
  • Esprimere le emozioni. Tristezza, malinconia, rabbia. Sono tanti i sentimenti che possono manifestarsi. Per lenire queste emozioni, è bene essere indulgenti di fronte alle lacrime e non esigersi di stare bene quando non è ancora così. Bisogna lasciar uscire le emozioni e viverle, sentirle, lasciare che affiorino e non tentare di opporsi a esse.
  • Ricostruzione. In questa fase ci rendiamo conto del vuoto lasciatoci dal nostro animale domestico e realizziamo che avevamo instaurato una serie di abitudini di cui prima non eravamo coscienti. Per esempio, portarlo a passeggio e giocare al parco, il nostro momento di “copertina e film”… Arriva il momento di creare nuove abitudini.
  • Interagire con il suo ricordo in modo diverso. Si tratta di guardare avanti e camminare verso il recupero, in un modo tranquillo e sicuro. In questo modo ci rimarrà soltanto il ricordo del grande affetto che abbiamo provato per lui.
“Superarlo non è dimenticare, superarlo è rendersi conto che non ci sarà più ormai, ma che una volta ti ha reso felice.”

 

Persona col suo cane

Non piangere perché è finita, ma ridere perché è esistito

Come per una moltitudine di situazioni, ognuno affronta la morte del proprio animale domestico in modo diverso. Non tutti impieghiamo lo stesso tempo a riprenderci dal lutto.

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Alcuni scelgono di adottare un altro compagno a quattro zampe, altri di non avere mai più un altro animale… Tuttavia, non dobbiamo sentirci in colpa se decidiamo di accogliere un altro animale domestico, perché non si tratta di sostituire quello precedente, bensì di intraprendere un cammino ricco di nuove abitudini ed esperienze meravigliose con il nostro nuovo animale.

 

Source: lamenteemeravigliosa.it

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