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Bustine di tè, possono contengono più germi di un water

14 dicembre 2017

 

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Bere una tazza di tè ci rilassa e riscalda ma da oggi, in seguito ai risultati di una nuova ricerca, la guarderemo con un po’ di sospetto. I risultati ottenuti da un’indagine condotta da Initial Washroom Hygiene sui batteri presenti su alcuni utensili da cucina ed elettrodomestici sono infatti abbastanza inquietanti.

Secondo i dati ottenuti dagli scienziati, il contenuto batterico medio di una bustina di tè presente in un ufficio è di 3.755, mentre quello di una tavoletta per il water arriva a 220. Se pensiamo dunque che i servizi igienici sul posto di lavoro siano la cosa più sporca a cui prestare particolare attenzione sembra che dovremmo ricrederci. Ad essere molto più cariche di batteri e microrganismi sono invece proprio le insospettabili bustine di tè.

Anche accessori e attrezzi da cucina hanno una presenza batterica molto alta tra questi lo studio riporta:

  • Scatola porta bustine – 3785
  • Manico per bollitore – 2483
  • Tazza usata – 1746
  • Maniglia della porta del frigorifero – 1592
  • Contenitore per zucchero – 1406
  • Rubinetto da cucina – 1331
  • Superficie di lavaggio / stenditoio – 1234
  • Rubinetto dell’acqua calda – 1160
  • Piano cucina – 948
  • Maniglia del cassetto per le posate – 754

Come mai tutti questi germi sulle bustine del tè e sugli altri oggetti? La risposta è semplice: secondo un sondaggio condotto su 1.000 impiegati si è visto che l’80% delle persone che lavorano in un ufficio non si lavano le mani prima di preparare le bevande per se stessi o i propri colleghi.

Insomma molte persone danno per scontata l’importanza dell’igiene delle mani dopo aver usato il bagno ma non reputano altrettanto utile lavarle prima e dopo la preparazione di cibi o bevande sottovalutando così il rischio di contaminazioni batteriche.

Il dottor Peter Barratt di Initial Washroom Hygiene ricorda l’importanza che l’igiene dovrebbe avere anche negli uffici e negli spazi comuni dove si cucina o si preparano tè e altre bevande. Come ha dichiarato:

“Se ti fermi a pensare al numero di mani diverse che toccano cose come il manico del bollitore, il coperchio della bustina di tè, le tazze e così via, il potenziale di contaminazione incrociata è davvero alto”

Cosa si suggerisce dunque di fare? Un buon consiglio è quello di utilizzare salviette antibatteriche sulle superfici della cucina e pulire periodicamente e con attenzione tazze, bicchieri e piatti. Scontato ovviamente il fatto di lavarsi sempre le mani!

Source: greenme.it

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