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Cattura in Spagna di Igor il killer di Budrio

Cattura in Spagna di Igor il killer di Budrio
15 dicembre 2017

Igor arrestato in Spagna: il killer di Budrio fermato dopo aver ucciso tre persone

di GIUSEPPE BALDESSARRO E ROSARIO DI RAIMONDO

15 dicembre 2017 18:40  

Caccia all’uomo nelle ultime ore fuggito nuovamente dopo un conflitto a fuoco: le vittime sono due agenti e il proprietario di un ranch. Il ministro Minniti ringrazia le autorità iberiche e l’Arma dei carabinieri. La vedova Fabbri: “Dovevano ammazzarlo”. Gli inquirenti: “In Spagna dall’estate scorsa”. Audiencia nacional verso la sospensione dell’estradizione

È STATO ARRESTATO nella notte in Spagna Norbert Feher, meglio conosciuto come Igor, il killer di Budrio. È stato fermato a Teruel dopo uno scontro a fuoco in cui sono morte tre persone, fra cui due militari iberici. Sembra che la Spagna intenda processarlo per questi ultimi crimini prima di concedere l’estradizione all’Italia.

· LE INDAGINI

La possibilità che Norbert Feher, ‘Igor’, si trovasse in Spagna  è una traccia che gli investigatori stavano seguendo dall’estate, legata ad un ‘contatto’ del latitante. Lo si apprende da ambienti investigativi. La pista più recente battuta portava però in Austria e a Vienna il Pm Marco Forte, titolare dell’indagine della Procura di Bologna, insieme ad alcuni carabinieri è stato in questi giorni, per un raccordo con le forze di polizia austriache. Nelle ultimissime ore era invece tornata a crescere l’ipotesi Spagna.

Malaga, Valencia e Madrid sono le città spagnole dove gli investigatori ritengono che Norbert Feher avesse appoggi e dove il serbo si sarebbe spostato in questi mesi di latitanza. E’ stato possibile accertarlo grazie a indagini fatte attraverso rogatorie chieste in questi mesi dalla Procura di Bologna alle autorità spagnole, con intercettazioni, tabulati, videosorveglianza.

I carabinieri del reparto operativo di Bologna si sono concentrati su possibili contatti, tra i suoi familiari in Serbia, tra conoscenze e frequentazioni italiane, ma anche all’estero. Le indagini su chi ha aiutato il serbo e su come sia avvenuta la fuga dal territorio dei delitto proseguiranno, a partire dal materiale trovato addosso al ricercato al momento dell’arresto. Un’ipotesi, che deve trovare conferma, è che qualcuno lo abbia caricato su un’auto e portato all’estero. Investigatori italiani stanno andando in Spagna per coordinarsi coi colleghi iberici.

Sono circa cinquecento le persone controllate in vario modo dagli investigatori . I carabinieri di Bologna e Ferrara, coordinati dal Pm Marco Forte, hanno interrogato, intercettato, pedinato e tenuto sott’occhio una serie di possibili contatti del latitante, seguendo diverse tracce. Le prime attenzioni si erano rivolte alla Serbia, ai familiari del killer, poi si sono estese a altri paesi tra cui proprio la Spagna , con una rogatoria per svolgere attività d’indagine partita a luglio e contatti frequenti tra i carabinieri e la polizia nazionale spagnola, informata della possibile presenza del killer nel Paese. Alcune squadre di militari italiani erano stati mandati in Spagna, pronti a intervenire in qualsiasi momento.

LA MAPPA Una caccia conclusa in Spagna

Il ministro dell’Interno Marco Minniti, da Rimini, esprime “un ringraziamento alle autorità spagnole, all’Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna”. “Ho incontrato i familiari delle vittime – aggiunge – ma li hanno incontrati soprattutto coloro che svolgevano l’attività investigativa e del controllo del territorio. Con loro hanno messo in campo un piccolo patto d’onore, ma ora è naturalmente chiaro che dal momento in cui questo piccolo patto d’onore giunge a compimento, il pensiero non può non andare a coloro che sono morti in Italia e in Spagna”.

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· LA CATTURA DOPO TRE OMICIDI 

 Il conflitto a fuoco è avvenuto nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Teruel in Andorra e Albalete del Arzobispo. Feher è stato poi arrestato nel cuore della notte, intorno alle 2.50, a Teruel, dopo un incidente stradale mentre fuggiva. L’uomo non ha opposto resistenza. Con sé aveva tre armi corte, due delle quali in dotazione della polizia spagnola.

 

Le impronte digitali prese all’uomo catturato hanno dato agli inquirenti la conferma di trovarsi proprio di fronte al ricercato che ha seminato terrore e panico nelle campagne fra Bologna e Ferrara dalla primavera scorsa, come sottolinea la Scientifica italiana che parla di “riscontro dall’esito largamente positivo”. Il nome di Feher e il suo identikit erano stati segnalati dai Ros alla polizia spagnola.

“Il tutto – sottolinea il ministro Minniti – è frutto di un’attività investigativa che è partita dall’attività di indagine dell’Arma dei carabinieri. Di recente in Spagna c’era stato un reparto del Ros che aveva segnalato alla Guardia civil il possibile luogo dove si poteva nascondeva Norbert Feher, a testimonianza di un’attività investigativa mai cessata. Abbiamo sempre detto dal momento in cui la vicenda è diventata drammaticamente presente nel nostro Paese che noi non avremmo mai mollato”.

L’operazione, aggiunge ancora il titolare del Viminale, “è stata coordinata dalla procura di Bologna: ho appena sentito il procuratore Giuseppe Amato – ha detto – che ho sinceramente ringraziato per il lavoro investigativo fatto. C’è stata una sintonia d’indagine tra la Procura di Bologna e l’attività dei carabinieri che considero particolarmente importante”.

·GENTILONI FA LE CONDOGLIANZE A RAJOY

“Fatto le mie condoglianze a @marianorajoy per i due agenti e per il cittadino spagnolo uccisi stanotte nel corso dell’arresto del criminale #igor Il mio pensiero va alle vittime di Budrio e alle loro famiglie”. Lo scrive su twitter il premier Paolo Gentiloni.

·PROCURATORE BOLOGNA: “CHIEDEREMO ESTRADIZIONE

Il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato spiega che “ci sarà la nostra richiesta di estradizione, che dovrà fare i conti con il fatto che il Paese richiesto dell’estradizione ha nell’attualità un procedimento penale per fatti gravissimi commessi in quel territorio. A parti invertite sarebbe la stessa cosa: se noi avessimo arrestato il latitante ‘spagnolo’ e ci fossero state delle morti in Italia, è chiaro che avremmo proceduto in Italia e non avremmo rinunciato alla nostra giurisdizione. Certamente processeremo Igor secondo le norme e dovremo coordinarci”.

E commentando la svolta delle ultime ore sottolinea come ci sia “l’orgoglio di uno Stato che non abbandona i suoi morti, le indagini sono proseguite con una fatica e una costanza che potete immaginare, da quest’estate ci siamo mossi in direzione della Spagna, siamo a dicembre, cosa che dimostra che l’impegno c’è stato, e la Spagna non è stato l’unico fronte su cui ci siamo mossi”.

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Ma dalla Spagna arriva indirettamente una risposta di segno opposto. Fonti citate dal quotidiano El Pais parlano di una probabile sospensione dell’estradizione del killer. Ovvero la consegna all’Italia – che nei suoi confronti aveva spiccato un mandato di cattura europeo – sarà sospesa dall’Audiencia nacional iberica “fino al processo o fino all’esecuzione della pena” per gli omicidi commessi in Spagna. Già domenica il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

· LE VITTIME DEL KILLER

“Igor il russo” era ricercato in Italia e all’estero per gli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri (il 1° aprile scorso) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri (l’8 aprile)nelle campagne intorno a Portomaggioree sospettato anche dell’uccisione del metronotte Salvatore Chianese (avvenuta nel 2015).

Le  persone uccise nel conflitto a fuoco di ieri sera sono gli agenti Víctor Romero Pérez, 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni: facevano parte di una squadra del distaccamento di Alcaniz dedicata ad indagini sui furti nell’ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Entrambi erano senza uniforme. Secondo fonti citate da El Mundo Online, “Igor il russo” “sapeva dove sparare perché ha ferito mortalmente i due agenti che non hanno avuto il tempo di sparare”.

La terza vittima è José Luis Iranzo, un proprietario di ranch che stava accompagnando i due agenti alla ricerca di un uomo che il 5 dicembre aveva assaltato una fattoria in zona ferendo due persone: quel giorno, riporta ancora la testata spagnola,  un uomo di 72 anni aveva tentato di entrare nella sua casa di campagna, accompagnato da un fabbro, per cambiare la serratura che da alcuni giorni risultava bloccata. I due erano quindi stati sorpresi da un uomo, probabilmente Igor, che gli ha sparato a bruciapelo, ferendo il fabbro a un braccio e il proprietario della casa nel fianco.

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·  LA VEDOVA FABBRI: “DOVEVANO AMMAZZARLO”

Parla con rabbia piangendo anche la moglie della prima vittima accertata, Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri. “Dovevano ammazzarlo, come può vivere uno così? Ha ammazzato persone innocenti. Spero che almeno sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma”.

C’è un’altra famiglia che in queste ore “non può gioire” di quanto accaduto in Spagna. Sono i figli dell’altra vittima, Valerio Verri. “Non possiamo certo dichiararci soddisfatti” perché la cattura di Feher “è costata la vita ad altre tre persone. Il nostro pensiero va a loro”, dichiarano Francesca ed Emanuele Verri. “Ancor di più vogliamo rivolgere la nostra attenzione verso coloro che hanno mandato nostro padre allo sbaraglio a fare un’attività di perlustrazione pericolosissima, disarmato e in una zona dove ben si sapeva che Igor vi si nascondeva. Nostro padre era ‘un civile’, semplice pensionato e volontario”

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· REAZIONI ISTITUZIONALI: “SODDISFAZIONE, NON GIOIA”

Davanti al bar alla frazione Riccardina – dove fu ucciso Fabbri – le auto passano suonando i clacson. Il sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti, parla di “una bella notizia” che naturalmente “non cancella il dolore per le morti che ha provocato”. L’esito delle lunghe indagini però, “mi conferma la fiducia che ho sempre avuto nei confronti delle Forze dell’ordine e della giustizia”. L’omologo di Molinella, Dario Mantovani, scrive: “La cattura non sia il tappeto sotto il quale nascondere la polvere: quando un criminale deve essere espulso, va espulso. Prima che ammazzi due persone”.

“Non può che esserci soddisfazione per ciò che oggi le forze di polizia hanno compiuto per assicurare alla giustizia un criminale. Ma non può che esserci anche silenzio e raccoglimento per le ennesime perdite subite. Non riesco a gioire fino in fondo perché ancora troppo vivo è il dolore che questa vicenda ha lasciato in tutti noi e nelle nostre comunità”. E’ il commento su Facebook del sindaco di Portomaggiore (Ferrara), Nicola Minarelli.

Il sindaco di Bologna Virginio Merola commenta: “In questo momento il mio primo pensiero va alle famiglie Fabbri e Verri, vere vittime di questa tragedia che per loro continuerà per sempre. Voglio inoltre esprimere la mia vicinanza alle comunità di Budrio e Molinella che hanno condiviso il dolore e la rabbia sapendo però mantenere la calma nonostante mesi lunghi e difficili. Un plauso ai sindaci che hanno mantenuto unite le loro comunità in una situazione inedita di stress e pressioni fortissime. Mi complimento infine con i carabinieri per la tenacia con cui hanno lavorato in tutti questi mesi”.

Per il governatore Stefano Bonaccini  “è la fine di un incubo, in particolare per le nostre comunità. Ora, l’auspicio è che si arrivi alla determinazione di tutta la verità nell’ambito di un percorso processuale rapido, in primo luogo per il rispetto che si deve alla memoria di tutti coloro che hanno perso la vita, a cominciare da Davide Fabbri e Valerio Verri”.

Source: Repubblica.it

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