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Endorfine: cosa sono, a cosa servono e come stimolarne la produzione

Endorfine: cosa sono, a cosa servono e come stimolarne la produzione
22 ottobre 2018

Introduzione

Endorfine, ormoni della felicità! Se ti senti pieno di voglia di fare e buon umore, probabilmente queste sostanze sono in circolo nel tuo cervello. Sono talmente efficaci che qualcuno le ha paragonate addirittura all’oppio:

«Le endorfine sono una sorta di “oppiaceo”, naturalmente prodotto, che comporta: attenuazioni delle sensazioni dolore, “drive” positivo, cioè eccitamento, voglia di agire, buon umore». A parlare è il dottor Mauro Porta, neurologo presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi IRCCS di Milano.

Ma come possono essere definite con esattezza e come stimolarne la produzione? Cerchiamo di capirlo insieme.

Cosa sono le endorfine

Con il termine endorfine si intende un gruppo di sostanze morfinosimili presenti nel cervello dei mammiferi, anche in quello dell’uomo. Si tratta di ormoni proteici, rilasciati nel sangue in situazioni di gioia, di benessere, o in circostanze particolari come il parto, il ciclo mestruale o eventi traumatici. Entrano in circolo anche dopo un rapporto sessuale o un’attività sportiva.

Secondo quanto afferma il dottor Porta, queste morfine endogene vengono prodotte a livello dell’ipofisi, nel surrene e nel sistema gastrointestinale. I loro recettori sono presenti in varie zone del sistema nervoso centrale e soprattutto nelle aree deputate alla percezione del dolore.

Le endorfine si dividono in: “alfa”, “beta”, “gamma” e “delta”.

endorfine

Funzioni
Ma a che cosa servono esattamente?

Oltre ad attenuare il dolore, le endorfine servono anche a:

  • Regolare il ciclo mestruale;
  • Secernere altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo;
  • Contribuire al senso di benessere che segue un rapporto sessuale;
  • Controllare l’appetito e l’attività gastrointestinale;
  • Aiutare la termoregolazione;
  • Regolare il sonno.

L’aspetto che interessa maggiormente delle endorfine, tuttavia, è la loro capacità di regolare l’umore. In situazioni di particolare stress, le endorfine rilasciate dal corpo servono sia a sopportare meglio il dolore che a influire positivamente sullo stato d’animo. Questo ci consente di superare meglio gli eventi carichi di stress.

Studi hanno dimostrato che esiste una forte correlazione tra le endorfine e situazioni particolari, come tradimenti, infatuazioni, ma anche maternità e sesso. Gli scienziati pensano che l’interazione di questi peptidi con altri ormoni e neurotrasmettitori possa essere alla base di molti degli aspetti della sfera psicologica dell’uomo.

Sport e dieta: come stimolare la produzione delle endorfine

A questo punto, vi starete chiedendo come fare a stimolare la produzione di queste sostanze del buonumore nel nostro organismo.

Il primo e più semplice modo è praticare sport. Al punto che le endorfine vengono chiamate il “doping legale” degli sportivi:

A quanto pare, l’esercizio fisico aumenta addirittura fino al 500%, la sintesi di oppioidi endogeni, come le beta-endorfine. Ecco perché subito dopo aver fatto sport ci sentiamo pervadere da una piacevole sensazione di benessere ed euforia.

Come abbiamo visto, questi ormoni permettono di ridurre la percezione del dolore. Probabilmente, perché contribuiscono ad aumentare la tolleranza alla fatica prolungata.

Sportivi allenati hanno dimostrato una più lenta degradazione degli oppioidi endogeni prodotti durante l’attività fisica. Queste sostanze, inoltre, migliorerebbero le performance sportive e la coordinazione.

Ecco alcune delle attività fisiche – anche molto leggere – che stimolano la produzione di endorfine:

  • Fare stretching
  • Camminare
  • Correre
  • Fare ginnastica posturale

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Aumentare la produzione di endorfine con l’alimentazione

Anche l’alimentazione contribuisce ad aumentare la produzione di endorfine. Come? Mangiando qualcosa che ci piace! Ecco perché dopo aver mangiato il cioccolato, o in generale qualcosa che ci piace molto, ci sentiamo felici e appagati.

Ma attenzione, anche il peperoncino ci procura una sensazione di benessere. Questo perché il piccante stimola l’organismo a produrre endorfine. Una sorta di risposta al bruciore che questi alimenti provocano nel nostro palato ma che, al tempo stesso, ci fa sentire più felici!

E con le coccole!

Uno studio condotto in Israele da Simone Shamay-Tsoory e Irit Weissman-Fogel ha dimostrato come il contatto fisico e l’empatia possono aiutare a sopportare meglio il dolore. Lo studio è stato condotto in particolare su alcune coppie in sala parto.

Cosa significa questo? Che coccole, baci, abbracci e carezze possono aiutarci a sentirci meglio e più felici perché stimolano la produzione di endorfine.

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Come ben sappiamo, anche le coccole di un gatto aiutano il nostro buon umore! È stato dimostrato infatti, che le fusa producono endorfine e quindi serotonina nel nostro organismo. Scopri come:

Medicina: le endorfine ci aiutano a guarire?

Le endorfine agiscono come dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso. Oltre alla loro azione analgesica, posseggono proprietà che ci aiutano nel processo di rilassamento.

Non stupisce che le industrie farmaceutiche stiano concentrando le loro forze per realizzare un farmaco a base di endorfina. Diversi studi evidenziano che a livello cerebrale potrebbero esserci delle connessioni tra i disturbi del sistema dopaminergico e varie problematiche legate alla memoria, al morbo di Parkinson, o all’Alzheimer.

Curiosità: come sono state scoperte

Fin qui, abbiamo indagato le caratteristiche delle endorfine, i loro benefici e come aumentarne la produzione. Ma come sono state scoperte ?

Intorno agli anni ’70, sulle coste scozzesi, vennero condotti degli studi sull’effetto di alcuni oppioidi esogeni. La ragione era capire se esistesse veramente una sostanza endogena con proprietà simili alla morfina.

La risposta a questa domanda fu trovata nel 1974, quando uno studioso scozzese, Hughes, isolò dal cervello dei maiali le tracce di una sostanza con un’attività analgesica.

Le ricerche portarono successivamente alla scoperta di recettori specifici all’interno del sistema nervoso centrale. L’ipotesi era che il cervello fosse in grado di sintetizzare delle morfine endogene. Ipotesi successivamente confermata dalla scoperta delle endorfine.

Source: www.ambientebio.it

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