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Facebook sfrutta debolezza psiche umana, ecco perché è nato il “like”. Sean Parker: “Dio solo sa cosa fa al cervello dei nostri figli”

Facebook sfrutta debolezza psiche umana, ecco perché è nato il “like”. Sean Parker: “Dio solo sa cosa fa al cervello dei nostri figli” 14 novembre 2017

I creatori di Facebook sapevano fin dall’inizio che stavano mettendo a punto un meccanismo che genera dipendenza sfruttando “una vulnerabilità della psiche umana”, secondo il presidente fondatore della società Sean Parker. Parker, reso miliardario dalla sua partecipazione in Facebook, ha criticato il colosso dei social network in un evento organizzato da Axios a Philadelphia. Il 38enne, che nel 2015 ha fondato e presiede il Parker Institute for Cancer Immunotherapy, doveva intervenire per parlare delle nuove terapie anticancro, ma ha scelto di rivelare come si ragionava a Facebook nei primi anni, in un momento in cui i social media sono sotto la lente dell’opinione pubblica e dei legislatori per il loro potere e la loro influenza. Parker ha raccontato che nei primi tempi di Facebook le persone gli dicevano di non essere sui social media perché i rapporti nella vita reale avevano un valore per loro “E io dicevo, ok, ma vedrai che ci finirai”. “Non so se capissi le conseguenze di quel che dicevo” ha detto Parker, parlando della “conseguenze impreviste” di una rete con oltre due miliardi di utenti. “Cambia letteralmente il tuo rapporto con la società, i rapporti reciproci. Probabilmente interferisce in modi strani con la produttività. Dio solo sa cosa fa al cervello dei nostri figli”. Parker ha spiegato che durante lo sviluppo di Facebook l’obiettivo era “Come consumiamo più tempo e più attenzione conscia possibili?”.

Con questo in mente sono state create funzione come il bottone “like”, che fornisce agli utenti “una piccola scarica di dopamina” per incoraggiarli a postare altri contenuti. “E’ un loop di conferma sociale… Esattamente il tipo di cosa che un hacker come me poteva escogitare, perché sfrutta una vulnerabilità della psiche umana”. Secondo Parker, tutti noi siamo collegati a questo sistema, tutte le nostre menti possono essere dirottate. Le nostre scelte non sono libere quanto crediamo”. Parker, che in precedenza aveva fondato il sito di condivisione musicale Napster, si unì al team di Facebook nel 2004, cinque mesi dopo la nascita della rete online di studenti ad Harvard. Il suo contributo fu secondo Zuckerberg “fondamentale nel trasformare Facebook a trasformarsi da progetto universitario a vera società”. Nel 2005 la polizia trovò della cocaina in una casa di vacanze di Parker, il quale fu arrestato, ma poi non venne incriminato. Poco dopo si dimise. Il suo breve passaggio a Facebook gli rese una ricchezza netta stimata in 2,6 miliardi di dollari.
Source: www.ilfogliettone.it

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