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FILASTROCCA DELLA GATTAMORTA

FILASTROCCA DELLA GATTAMORTA 11 ottobre 2017

Rivisitazione ironica di alcuni comportamenti tipici delle donne, un po’ voluti un po’no, che rendono meravigliosamente disarmante l’universo femminile, agli occhi  dei nostri compagni che ci adorano (nonostante tutto).

 

FILASTROCCA DELLA GATTAMORTA

 

Filastrocca furba della gattamorta,

quella che ogni donna dentro si porta;

la tira fuori se le conviene

e la sa fare proprio perbene.

 

C’è quella stanca di fare di tutto,

di un unghia rotta approfitta di brutto;

a te non resta che darti da fare

e lei sul divano le unghie laccare.

 

Non può mancare quella al volante

che dal motore ci resta distante

e l’unica cosa che riesce a capire

è se la benzina sta per finire.

 

Poi c’è la piccola, eterna bambina

non può occuparsene, poverina…

A te va ogni responsabilità

il sonno tranquillo, a lei toccherà.

 

Chi facilmente la tua attenzione

ottiene con tocco di seduzione,

chi lacrimuccia si lascia scappare

per  farti alla fine capitolare.

 

E che mi dici di quando ne hai voglia

e lei pacata, ti stoppa alla soglia…

“Devo stirare, ho udito un lamento,

ho le mie cose…ti sembra il momento?”

 

Poi non parliamo del mal di testa

che sul più bello ti guasta la festa

e tu a voglia a farle capire

che deve almeno farti venire!

 

E allora pensi:  proviamo ad uscire…

Però se hai fretta, meglio non dire;

non ti scordar che i suoi cinque minuti

sono per te come anni perduti.

 

“Apri  il barattolo, spostami il tavolo,

appendimi il quadro… ma dritto, che cavolo!”

E ti ritrovi che stai lavorando

anziché giocare col telecomando.

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E si potrebbe contarne un milione

di queste donne gatto sornione..

Così tu pensi, con ingenuità,

che dove la metti, lei resterà.

 

E qui sta l’errore, pensarla di cera;

dentro gli occhioni vedrai la pantera

e se ti scappa tirare la corda

dalle ragione, se vuoi che non morda.

 

Filastrocca della gatta tutt’altro che morta,

quale messaggio la rima ti porta?

Se vuoi sentirle fare la fusa

devi  trattarla come una musa.

 

Non serve sempre, ma serve bene

perché ricorda, non ti appartiene

e se ha deciso di stare con te

siine felice e sentiti  un Re!

 

Ah… non ti garba non esser padrone

di prendere tu questa decisione…

Allora diciamo, se suona migliore,

che sei stato tu il gran cacciatore.

 

Tu hai fatto tutto, lei ha ceduto

sei  il vincitore in modo assoluto!

Ora il mio scritto ti suona da dio…

la gattamorta… so farla anch’io!

 

                                                                                                     Martina Gamberini

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