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Il cervello dei bambini superdotati

Il cervello dei bambini superdotati
16 luglio 2018

Il cervello dei bambini superdotati o altamente qualificati presenta dei vantaggi, ma anche dei limiti. Elabora le informazioni molto velocemente, ha un’elevata capacità analitica e un sofisticato senso critico. Tuttavia, questi bambini non sempre raggiungono il loro pieno potenziale o sviluppano una mente forte in grado di gestire abilmente le loro abilità e il loro universo emotivo.

Ciò che all’inizio potrebbe rappresentare una benedizione, per molte persone non lo è poi così tanto. Ogni bambino superdotato o con elevate capacità avrà le difficoltà di qualsiasi coetaneo, alle quali si aggiungono quelle derivate ​​dal suo alto quoziente intellettivo.

Il cervello dei bambini superdotati o con elevate capacità si sviluppa in modo diverso rispetto ai bambini con un livello medio o normale di intelligenza.

Anche se molto spesso si parla dei notevoli vantaggi di un cervello dotato di straordinarie abilità, esistono anche altri fattori che non sempre vengono presi in considerazione. Ci riferiamo all’ansia, alla bassa autostima, alla sensazione di isolamento e disconnessione in un ambiente poco adattato ai propri bisogni… Tutti problemi che diventano più evidenti intorno agli undici anni.

La situazione è chiara per le associazioni statali che hanno a che fare con cervelli superdotati e con elevate capacità. Non basta favorire l’identificazione in età precoce (si stima che l’ideale sarebbe tra i 3 e i 5 anni), bisogna anche capire com’è fatto. È importante capire come si sviluppa e quali sono i rinforzi e i supporti più idonei per le varie tappe neurali.

Bambina superdotata che guarda dalla finestra

Il cervello dei bambini superdotati o altamente qualificati

I neuroscienziati hanno sempre avuto un grande interesse nei confronti del cervello dei bambini superdotati. Cosa li differenzia dai bambini con intelligenza media o normale? Quali eccezionali risorse neuronali presentano per godere di così tanto talento intellettuale? Molte di queste domande stanno trovando una risposta grazie ai nuovi progressi nelle tecniche di contrasto, come le risonanze magnetiche.

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A seguire presentiamo una parte delle scoperte che abbiamo attualmente a disposizione e che possiamo consultare in spazi specializzati, come la The British Psychological Society.

La corteccia cerebrale si sviluppa più lentamente

Questo dato è sorprendente. Una cosa che la neuroscienza ha chiarito e che potrebbe essere già stato evidente con Albert Einstein, è che le persone con un alto QI non hanno un cervello più grande. È stato rilevato anche che i bambini con elevate capacità di solito hanno una corteccia cerebrale più sottile. Questo strato si ispessisce e si addensa lentamente, ma poco alla volta, fino all’adolescenza.

Nei bambini con un QI “normale” accade il contrario. Nella prima infanzia presentano una corteccia più spessa. A 12 o 13 anni, quest’area tende ad assottigliarsi e a rimpicciolire. Che significa questo? Che il cervello di un bambino con elevate capacità diventa sempre più specializzato e sofisticato con il passare del tempo. Il suo momento di maggior potenziale è l’adolescenza.

Le aree cerebrali sono specializzate

I bambini con elevate capacità hanno anche un maggiore volume di materia grigia in alcune regioni del cervello. Ricordate che la materia grigia ha a che fare con la cognizione, con l’intelligenza e con la capacità di elaborare le informazioni. Ciò significa che i bambini più dotati sono più abili a gestire i dati, analizzarli e trarre conclusioni.

Nel cervello ci sono 28 aree legate alla capacità di ragionare, agire, concentrarsi e reagire agli stimoli sensoriali esterni. I bambini superdotati sono più specializzati in ciascuna di queste aree.

Cervello con dei fiori

Maggiore connessione neuronale

Mentre la materia grigia contiene e gestisce le informazioni, la materia bianca le muove, facilita la connessione tra i neuroni. Possiamo già intuire, quindi, che nel cervello dei bambini superdotati questa è indubbiamente una delle caratteristiche più notevoli. La loro efficienza neuronale è enorme. 

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Hanno, per così dire, molte più strade e autostrade neuronali nelle quali far circolare dati, informazioni, concetti. Queste strade sono inoltre intercomunicanti, una rete vasta, sofisticata e iperconnessa dove tutto funziona molto velocemente. Va detto, però, che questa caratteristica ha anche degli svantaggi.

A volte possono verificarsi degli ingorghi. Vale a dire che il bambino può sentirsi sopraffatto dalle tante informazioni elaborate, dalle tante relazioni tra le varie idee. A volte, quindi, finisce per bloccarsi di fronte a tante idee, ipotesi e inferenze. La sua attività mentale e neuronale è così elevata che spesso impiega molto più tempo a consegnare un esame e persino a rispondere a una domanda apparentemente semplice.

La plasticità cerebrale, il loro più grande vantaggio

Gran parte del lavoro neuroscientifico evidenzia la grande plasticità che presenta il cervello dei bambini superdotati. Come abbiamo indicato all’inizio, la corteccia cerebrale cresce più lentamente, si specializza e cambia. Gradualmente vengono create nuove connessioni, nuove strade, che facilitano l’apprendimento.

Quando un bambino presta attenzione a una nuova esperienza, il suo cervello cambia, si specializza, vengono costruiti nuovi percorsi, strade neuronali per far comunicare aree, regioni, strutture. La plasticità dei bambini superdotati è così meravigliosa che molti neurologi affermano che sono in continua crescita. Menti affamate e desiderose di interagire che non sempre sappiamo come accudire nel modo che meritano.

Bambina con mani colorate

Il cervello dei bambini superdotati matura in modo graduale, ma sofisticato e ha il suo apice nell’adolescenza. Quello dei bambini con un QI normale avviene ai 5 o 6 anni.

Hanno soprattutto bisogno di un ambiente favorevole che consenta loro di migliorare ulteriormente le loro capacità, aumentando la plasticità cerebrale. Se ciò che circonda il bambino di 10 o 11 anni è un ambiente strutturato e poco adattato al suo potenziale, di solito si presentano l’ostracismo e la frustrazione. Cerchiamo di essere più sensibili nei confronti di queste menti così sveglie, ma allo stesso tempo fragili sotto molti aspetti.

Source: lamenteemeravigliosa.it

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