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Il poeta e il malato di mente hanno in comune qualcosa che ogni essere umano porta in sé

Il poeta e il malato di mente hanno in comune qualcosa che ogni essere umano porta in sé
6 giugno 2019

“Il poeta e il malato di mente hanno in comune qualcosa che ogni essere umano porta in sé”

 

Jung in psicogenesi delle malattie mentali scrive: “….il poeta e il malato di mente hanno in comune qualcosa che ogni essere umano porta in sé; vale a dire una fantasia instancabilmente creatrice, che si sforza continuamente di compensare le durezze della realtà. Chi osserva se stesso con attenzione e senza reticenze, sa che in lui abita un essere che vorrebbe velare e coprire tutto ciò che è difficile e dubbio nella vita, per crearsi una strada facile e libera. La malattia mentale aiuta questo essere ad avere il sopravvento. E una volta che questo essere sia salito in superficie, lentamente o rapidamente la realtà viene rivestita di fantasia, diventa un sogno remoto, mentre il sogno diventa realtà, che spesso incatena il malato a sé, completamente o in parte, per tutta la vita. Noi sani, che siamo tutti immersi nella realtà, vediamo solo la distruzione del malato in questo mondo, ma non la ricchezza di quel lato dell’anima che ci è nascosto. Purtroppo troppo spesso non arriva a noi alcuna informazione sulle cose che si svolgono in quel lato oscuro, perché tutti i ponti che collegano l’al di là con l’al di qua sono stati tagliati.
…..così nel malato di mente scopriamo non qualcosa di nuovo o sconosciuto, ma il sottofondo del nostro stesso essere, la matrice dei problemi vitali attorno ai quali noi tutti lavoriamo”.

Maura Luperto

 


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