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Il primo caso di peste bubbonica dopo 26 anni

Il primo caso di peste bubbonica dopo 26 anni
16 giugno 2018

Un ragazzino ha contratto la peste bubbonica, primo caso dopo oltre 20 anni. È accaduto il mese scorso negli Stati Uniti, nello stato dell’Idaho, e questa settimana sono arrivati i risultati degli esami di laboratorio. Stando a quanto riportato dal The Independent, un portavoce del Central District Health Department ha riferito che il paziente sta meglio, è tornato a casa dopo essere stato con gli antibiotici in ospedale.

Negli Usa un ragazzino ha contratto la peste bubbonica

La peste bubbonica è un’infezione batterica che si sviluppa e si concentra prevalentemente nel sistema linfatico. L’infezione causa linfonodi ingrossati o ‘bubboni’. Secondo l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, si tratta della «forma più virulenta di peste» e «può essere fatale» se non viene diagnosticata e trattata in fretta. I Cdc, Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie), importante organismo di controllo sulla sanità pubblica negli Usa, ricordano che tra i sintomi della peste bubbonica ci sono mal di testa, febbre e brividi ed estrema debolezza. Oltre ai linfonodi ingrossati i contagiati possono avere polmonite con dolore al petto, tosse e problemi respiratori.

Non è ancora chiaro se il ragazzino sia stato esposto alla malattia in Idaho o durante un recente viaggio in Oregon, secondo il Dipartimento sanitario del Distretto centrale. Il piccolo paziente vive nella contea di Elmore, dove nel 2015 e nel 2016 la malattia è stata riscontrata negli scoiattoli. Nessun caso però è stato segnalato quest’anno.

I casi più recenti risalgono al 1991 e 1992

I casi più recenti risalirebbero al 1991 e al 1992. «Le persone possono ridurre il rischio di infezione – ha spiegato un esperta, l’epidemiologa Sarah Correll –  trattando i propri animali domestici con antipulci ed evitando il contatto con la fauna selvatica». La trasmissione della peste bubbonica nell’uomo infatti avviene attraverso la puntura delle pulci dei ratti o tramite il morso dei ratti o di altri roditori infetti. Può anche essere trasmessa da uomo a uomo attraverso le pulci.

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Source: http://www.giornalettismo.com

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