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Le relazioni in crisi mettono a rischio la privacy personale

Le relazioni in crisi mettono a rischio la privacy personale
23 febbraio 2018

Gli account online e i dispositivi connessi hanno un ruolo sempre più importante nella nostra vita quotidiana e anche per questo è diventato difficile, nelle relazioni personali, definire i confini della propria privacy personale. Cosa succede se una relazione finisce?

Secondo una ricerca globale condotta da Kaspersky Lab e Toluna, il 21% delle persone ha spiato il proprio ex partner tramite un account online a cui aveva accesso, in alcuni casi con l’intento di vendicarsi dopo una delusione d’amore. Questa è solo la punta dell’iceberg dei rischi, in termini di privacy, che accompagnano la fine di una storia.

La privacy sta diventando un concetto sempre più fluido in un mondo di confini digitali e le relazioni non fanno eccezione. Ad esempio, il 70% delle coppie condivide password, PIN o impronte digitali per accedere ai propri dispositivi personali e il 26% memorizza alcuni dati “personali” sul dispositivo del partner come messaggi intimi dal/al partner (14%), foto intime (12%) e video intimi personali o di coppia (11%). Inoltre, le persone conservano dati sensibili negli account e nei dispositivi che condividono con il proprio partner, ad esempio informazioni finanziarie (11%) o dati relativi al lavoro (11%).

Tutto questo è la normalità in un rapporto sano, perché i dati sono in mani fidate, ma in caso di rottura la situazione si ribalta: se la relazione è in crisi o è finita e le parti sono in disaccordo, la condivisione di ricordi intimi su dispositivi o account online diventa un potenziale incubo per la propria privacy.

Tra chi ha sperimentato una rottura, il 12% ha condiviso o cercato di condividere pubblicamente, per vendicarsi, le informazioni private del proprio ex partner, il 12% ha danneggiato o provato a danneggiare il dispositivo del proprio ex e il 21% ha spiato l’ex partner tramite account a cui aveva accesso. In alcuni casi ci sono state anche ripercussioni economiche, una persona su dieci (10%) ha ammesso di aver speso online dei soldi del proprio ex partner.

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È interessante notare alcune differenze evidenti tra i sessi: gli uomini sono più propensi delle donne a condividere pubblicamente le informazioni private dei loro ex partner per vendicarsi (17% contro 7%) e ad usare le informazioni delle loro ex a proprio vantaggio (17% contro 8%). Invece, le donne sono molto più propense ad essere superiori, cancellando tutte le informazioni dei loro ex dal proprio dispositivo (55% contro 49%) e tutte le foto o i video alla fine del rapporto (56% vs. 48%).

Le donne sono comunque inclini a qualche tattica subdola, ad esempio il 33% ammette di spiare il proprio ex partner tramite i social network, azione meno diffusa tra gli uomini, solo il 28%.

“Il mondo digitale offre alle coppie la possibilità di restare connesse, ma presenta anche significativi rischi per la privacy se i partner decidono di seguire strade diverse”, ha affermato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. “Vista l’alta percentuale di persone che sembrano disposte ad abusare dei dati personali dei loro ex-partner, si dovrebbe sempre prestare attenzione quando si condivide qualcosa di intimo con qualcuno o si decide di fargli sapere esattamente dove questi dati vengono archiviati. Per risolvere questo problema, c’è sempre la possibilità di “un accordo prematrimoniale digitale” che definisca la “custodia” dei dati prima che diventino un problema di privacy.”

La fine di una relazione non deve mettere a rischio la propria privacy. Le persone dovrebbero essere sempre sicure di poter cambiare le password degli account a cui i loro ex-partner hanno accesso: per questo può essere utilizzato Kaspersky Password Manager, una soluzione che aiuta a generare password e a memorizzarle in modo protetto. Inoltre, Kaspersky Total Security include la funzione File Shredder in grado di eliminare in modo permanente i file che non si vogliono far visualizzare da nessuno, mentre i messaggi privati che restano sul dispositivo Android possono essere nascosti utilizzando la funzione Privacy Protection.

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Source: www.datamanager.it

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