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L’esperimento di Harlow e la teoria dell’attaccamento

L’esperimento di Harlow e la teoria dell’attaccamento
10 febbraio 2017

La teoria dell’attaccamento si basa sui fenomeni psicologici che si verificano quando stabiliamo legami affettivi con gli altri. Il modo in cui lo facciamo è condizionato da come i nostri genitori si sono relazionati con noi durante l’infanzia. Ecco perché in molte occasioni si creano relazioni tossiche o rapporti che sfociano nella dipendenza emotiva.

I bambini che sono stati separati dai genitori cercano, nei rapporti futuri, quell’attaccamento che non hanno vissuto.

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Bowlby è stato il precursore della teoria dell’attaccamento ed ha scoperto che la privazione materna potrebbe compromettere seriamente la salute emotiva dei bambini. Potrebbe essere talmente pericolosa da causare un ritardo cognitivo e un modo pericoloso di relazionarsi con le emozioni. Harlow, uno psicologo statunitense, ha deciso di verificare la teoria dell’attaccamento di Bowlby con un esperimento che molti, se non tutti, considerano crudele.

L’esperimento con scimmie Rhesus

Per il suo esperimento, Harlow utilizzò le scimmie Rhesus, una specie asiatica di macachi che si adatta facilmente alla vita con gli umani. Lo scopo dell’esperimento era quello di studiare il comportamento di questi animali e verificare la teoria di Bowlby. Harlow separò i cuccioli dalle madri per vedere come avrebbero reagito.

Lo psicologo non si limitò solo ad osservare il comportamento delle scimmie, ma adottò una metodologia molto curiosa. Nelle gabbie delle scimmie c’erano due oggetti: un biberon pieno che avrebbe garantito nutrimento agli animali e un peluche che assomigliava ad una scimmia adulta. Questo peluche non forniva alcun tipo di sostentamento ai cuccioli.

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Cosa avrebbero scelto i cuccioli? Era questo che Harlow voleva scoprire, non solo per confermare la teoria di Bowlby, ma per verificare anche la realtà dell’amore incondizionato. L’esperimento ha dimostrato che i cuccioli preferivano il peluche anche se non dava loro alcun nutrimento.

Quando i cuccioli avevano paura, si aggrappavano saldamente al peluche, perché dava loro un forte senso di sicurezza.

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Questo permise ad Harlow di confermare l’importanza della relazione, dell’attaccamento dei cuccioli alle madri fin da piccoli. Nonostante non ricevessero cibo, i cuccioli di scimmia sceglievano il peluche perché per loro rappresentava la madre. Il biberon era, invece, una semplice fonte di cibo che non avrebbe dato loro né calore né affetto.

La teoria dell’attaccamento più dolorosa

Harlow non si accontentò di ciò che aveva scoperto. Decise di andare oltre, senza tener conto del benessere delle scimmie Rhesus. Rinchiuse i cuccioli in spazi sempre più piccoli in cui avevano solo da bere e da mangiare. In questo modo avrebbe potuto osservare il loro comportamento in assoluto isolamento.

Molte scimmie rimasero chiuse per mesi in queste piccole gabbie, alcune anche anni. Private di qualsiasi stimolo sociale e sensoriale, le scimmie cominciarono a mostrare alterazioni nel comportamento a causa della reclusione. I macachi che rimasero rinchiusi per un anno finirono in uno stato catatonico. Erano passivi e indifferente a tutto e a tutti.

Quando le scimmie rinchiuse raggiunsero l’età adulta, non riuscirono a relazionarsi con i loro simili in modo corretto. Non trovavano un partner, non sentivano la necessità di avere figli e, a volte, la loro passività li faceva addirittura smettere di mangiare e bere. Molti macachi morirono.

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Le scimmie femmine subirono un’esperienza peggiore. Harlow si rese conto che non riuscivano a rimanere incinte, in quanto non mostravano alcun interesse al riguardo. Per questo motivo, le obbligò ad essere fecondate contro la loro volontà e il loro interesse.

È necessario attaccamento per generare attaccamento

Il risultato fu terrificante. Le madri violentate si disinteressarono del tutto dei cuccioli, li ignoravano, non davano loro da mangiare, in definitiva non li amavano. Molte di loro arrivarono addirittura a mutilare i cuccioli provocandone la morte.

Nonostante il peluche fosse finto, un giocattolo, le scimmie lo consideravano la loro madre e gli si avvicinavano ogni volta che ne avevano bisogno.

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Oltre a verificare la teoria dell’attaccamento di Bowlby, il macabro esperimento di Harlow chiarì che le necessità dei cuccioli di scimmia andavano ben oltre la nutrizione o la possibilità di riposo. Per uno sviluppo sano, le scimmie preferivano dare priorità al bisogno di “calore” rispetto al bisogno di alimentarsi.

D’altra parte, lo studio di Harlow ha sottolineato anche l’importanza delle prime relazioni e la loro influenza sul comportamento delle scimmie in età adulta. La privazione di uno stimolo sociale nelle prime fasi di vita portò le scimmie a perdere interesse per le relazioni negli anni successivi o quando veniva data loro l’opportunità di coltivarne una.

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La privazione dell’affetto negli esseri umani

Riportando queste conclusioni alla realtà degli esseri umani, risulta che i bambini che non ricevono l’affetto necessario da piccoli, che vengono isolati, che sono rifiutati, avranno serie difficoltà nello sviluppare rapporti sani. Una traccia incancellabile che determinerà una carenza di affetto e un bisogno di soddisfare “a qualunque prezzo” quello che non hanno ricevuto nei primi anni di vita. Stiamo parlando di dipendenza emotiva, ovviamente.

*Nota editoriale: fortunatamente, al giorno d’oggi i requisiti etici da soddisfare per condurre un esperimento, con persone o con animali, sono molto più rigidi e un esperimento come quello di Harlow oggi non verrebbe condotto in alcun modo. Tuttavia, non è possibile nemmeno tornare indietro e salvare questi animali dalla sofferenza subita, ma possiamo fare in modo che venga onorata non dimenticando ciò che è successo.

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Source: https://lamenteemeravigliosa.it

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