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Mal di testa addio, dimostrata l’efficacia degli impulsi elettrici

24 luglio 2017

Un studio italiano rivela che il mal di testa può essere curato con un cerchietto a impulsi

Buone notizia per chi soffre di mal di testa. Sembra che questo fastidioso e spesso invalidante disturbo di cui ne esistono ben 200 tipi, possa essere neutralizzato grazie alla neurostimolazione transcutanea che utilizza impulsi elettrici.

Un cerchietto che trasmette impulsi

Ad affermarlo è uno studio italiano, i cui risultati sono stati pubblicati su Neurological Sciences, coordinato da Paola Di Fiore del Centro Cefalee dell’Ospedale San Carlo di Milano e diretto da Fabio Frediani.

Per trasmettere gli impulsi ci si avvale di una sorta di diadema o cerchietto, da appoggiare sulla fronte per la cura e prevenzione degli attacchi di emicrania cronica, disturbo che tende a peggiorare con lo stress. Dal dispositivo partono dei microimpulsi che stimolano il nervo trigemino per ridurre il dolore dell’emicrania e prevenirne gli attacchi, un sistema pensato soprattutto per chi tende ad abusare dei farmaci. Secondo gli specialisti americani tenere un diario si rivelerebbe molto utile per curare questo disturbo, forse provocato dai radicali liberi, oltre che tenere un regime dietetico povero di sale.

Emicrania ridotta e meno analgesici

Lo studio mirava alla riduzione almeno del 50 % dei giorni di emicrania al mese e del consumo di analgesici. Durante i test i volontari sono stati istruiti all’utilizzo del dispositivo tutti i giorni per 20 minuti per il trattamento di profilassi, per un follow up di 4 mesi. Nell’esperimento sono stati inclusi 23 pazienti (18 donne) con emicrania cronica e abuso di analgesici, pazienti con lunga storia di emicrania cronica da almeno 10 anni con in media 20 giorni al mese di emicrania e un consumo di 20 analgesi al mese in media.

Il 35% dei pazienti ha risposto con una riduzione del 58% dei giorni di emicrania passando da una media di 18 a una media di 7.5 giorni/mese e una riduzione del 69% del consumo di analgesici passando da una media di 20 a una media di 6 analgesici/mese.

“Tutti i pazienti – spiega Di Fiore – hanno presentato un globale vantaggio con una riduzione dei giorni di emicrania al mese e del consumo di analgesici al mese di oltre il 50%. E’ inoltre incoraggiante – ha concluso – il vantaggio mantenuto nel tempo e per un periodo sufficientemente lungo”.

 

Source: www.datamanager.it

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