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Matteo Salvini e le promesse elettorali alle guardie giurate

Matteo Salvini e le promesse elettorali alle guardie giurate
5 gennaio 2019

Tra le centinaia di divise contenute dalla cabina armadio di Matteo Salvini devono mancare quelle delle guardie giurate. Il vicepremier e ministro dell’Interno aveva promesso in campagna elettorale una maggiore dignità per tutti gli uomini e le donne che operano nella vigilanza privata, sia in termini economici che in ambito di puro riconoscimento effettivo per le loro mansioni. Ma, dopo oltre sette mesi al governo, del progetto decantato dal leader della Lega non v’è traccia e i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno comunicato la rottura.

«Assicuro a tutte le donne e gli uomini che fanno le guardie giurate, che per ora lo Stato considera un gradino più in basso, che farò di tutto per portarvi a un livello di serenità e di dignità come tutte le altre forze dell’ordine». Musica e testo di Matteo Salvini che tentava di rasserenare gli animi e il malcontento degli operatori nel campo della vigilanza privata, garantendo loro che – con lui nella squadra di governo – avrebbe fatto di tutto per garantire loro un riconoscimento.

Matteo Salvini e le promesse elettorali alle guardie giurate

Ma così non è stato, finora. Le parole di Matteo Salvini non sono di qualche anno fa, ma del mese di giugno, quando fece questa promessa alle guardie giurate attraverso un video pubblicato sui propri canali social. Parole al vento che non sono mai corrisposte a fatti tangibili. La promessa del Ministro dell’Interno era quella di istituire un tavolo di studio tra governo e A.N.G.G.I (Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane, che rappresenta oltre 51mila addetti ai lavori) per trasformare tutti gli uomini e le donne che operano nella vigilanza privata in membri di una polizia civile.

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Da quella promessa sono passati mesi, con i rappresentanti delle guardie giurate che sono stati ricevuti a Palazzo Madama da alcuni senatori leghisti a ottobre. Poi il nulla. L’iter si è bloccato o, per meglio dire, non è mai partito. Sta di fatto che ora, scavalcata la metà del primo anno di questa legislatura, sia l’A.N.G.G.I che Security National si sentono traditi e hanno annunciato la rottura con Matteo Salvini.

(Video da RepTv – foto di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI)

 

Source: http://www.giornalettismo.com

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