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In moltissime civiltà è presente l’idea ancestrale di una forza creatrice

In moltissime civiltà è presente l’idea ancestrale di una forza creatrice
14 giugno 2019

In moltissime civiltà è presente l’idea ancestrale di una forza creatrice

 

Magia della parola.

In moltissime civiltà è presente l’idea ancestrale di una forza creatrice che scaturisce dalla parola. Nel libro della Genesi la parola di Dio diventa creazione: “Dio disse sia la luce e la luce fu”. Così Dio nominò il giorno e la notte, il cielo e la terra ed essi esistono.
Devar in ebraico indica sia la parola che la cosa, poi il Vangelo di Giovanni identifica la Parola e il Verbo, Cristo e la divinità : “in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.
Nelle culture ancora più antiche la parola è la realizzazione sacra della volontà degli Dei. Gli egizi pensavano che attraverso le parole potenti , Râ, il Dio Sole, avesse creato gli altri dei. Iside, smaniosa di potere, rubò le parole magiche a Râ e così divenne la regina degli incantesimi.
Per gli indù la parola Vak è la forza creatrice da cui ha origine l’universo. Brama, il creatore, nomina le cose e le conduce sulla soglia dell’essere.
In Africa la parola occupa un posto centrale nel mito della creazione. Secondo i Bambara, il Dio Faro, fu in origine una voce che gridando formò una spirale al centro dell’universo. Poi si costruì un corpo con i sogni e infine riorganizzò il mondo nominando le cose una per una. Fu il Dio a insegnare il linguaggio agli uomini e tutte le tecniche della caccia e della danza.

Maura Luperto

 


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