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#salottoculturale – tema del mese di Marzo 2018

#salottoculturale – tema del mese di Marzo 2018
11 marzo 2018

RISVEGLIO …

(A cura di Maura Luperto)

“Apri gli occhi”! È la tipica espressione che usiamo quando vogliamo invitare qualcuno a prendere consapevolezza di un qualcosa che fa fatica a vedere.
“Svegliati”! Un’altra espressione che usiamo per chiedere all’interlocutore di “prestare attenzione”.
Il risveglio della coscienza fa seguito ad una lunga e buia notte di inconsapevolezza, di torpore indotto da un’ipnosi di massa perpetuato ad opera di mezzi di comunicazione, sociale e quant’altro che con i loro messaggi subliminali tengono la massa in uno stato di sottomesso condizionamento.
Da un po’ di tempo però si inizia a percepire il vento del risveglio. Tante anime si uniscono e parlano un linguaggio diverso contrapposto al messaggio di odio, divisione, paura e rabbia.
È un messaggio che parla di unione, condivisione, di fiducia e Amore. La sorpresa è che chi si risveglia scopre di essere Valore.
Chi decide che è degno di amore inizia a cambiare il modo in cui si esprime. Chi decide di aspettare finché non sarà più pericoloso essere amati avrà un’esperienza diversa.
La scelta di risvegliarsi o meno la possiamo fare solo noi. Tutti abbiamo relazioni. Siamo noi che decidiamo quali persone chiamiamo a noi affinché ci portino ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra evoluzione. Le nostre relazioni sono le nostre maestre di vita. Attraverso le relazioni ci rendiamo conto della società in cui viviamo e del valore di ogni singolo individuo con cui interagiamo .
In questo modo abbiamo la possibilità di sapere come ci sentiamo e anche di imparare chi siamo attraverso i sentimenti che abbiamo e le esperienze che attiriamo a noi. Se ci risvegliamo da questo intorpidimento sociale, se siamo attenti agli altri, alle loro necessità, alle loro esigenze, allora agiamo ad un livello superiore.
Se amiamo, le frequenze dell’amore si diffondono.
Se ci muoviamo in sincronia con l’amore, esprimiamo amore, e l’amore diventa il nostro mondo. L’azione dell’amore non ruba mai, non mente mai, non condanna mai, non fa mai del male. Viviamo in un inferno che abbiamo creato noi quando potremmo vivere in un paradiso per tutti. La sofferenza di un uomo creata da un altro uomo è tragica.
Se creiamo sofferenza siamo condannati.
Che cos’è la guerra se non un inferno, ed è l’uomo che la crea. Creiamo costantemente conflitti. Se desideriamo cambiare smettiamola di farci del male. Quando smetteremo di far del male a noi stessi non faremo più male nemmeno agli altri. Una volta si giustiziavano pubblicamente i condannati. Era uno spettacolo per chi guardava. Veniva fatta giustizia e tutti erano appagati. Ancora oggi guardiamo in TV e al cinema la morte e siamo quasi indifferenti. È la stessa cosa di allora. Guardiamo chi viene punito, e se il cattivo di turno viene ucciso ci sentiamo apposto, ci sentiamo nel giusto.
Abbiamo mai pensato che forse il cattivo aveva bisogno del nostro amore?
Se crediamo nel Valore Umano, ci diamo la possibilità di liberarci dalle paure, dalle preoccupazioni.
Che ci piaccia o no, le nostre relazioni sono un riflesso della nostra coscienza . Se gli altri ci maltrattano è perché in fondo pensiamo che sia giusto. Ma di giusto c’è una sola cosa: “l’Amore”. SVEGLIAMOCI! Abbiamo l’opportunità di cambiare il mondo e un’arma potentissima a nostra disposizione. La luce del risveglio sta sempre più illuminando le coscienze.

Maura Luperto
Presidente COEMM INT’L

Tema Tecnico APPARATO MILITARE

(A cura di Maurizio Sarlo)

Apparato militare efficiente e per una maggiore prevenzione.
Per questo mese, il tema tecnico prende in esame l’apparato militare Italiano.
È la nostra visione per uno Stato ricco di Storia e di eccellenze, come lo è il nostro, il quale deve saper ricreare un apparato militare completo in ogni suo ambito e totalmente rivisitato ed equipaggiato: per favorire la prevenzione ancor più della cura.
La strategia immaginata per favorire l’equilibrio costi/benefici in tale comparto è la seguente:
  1. Divisione delle varie Armi, così ben demarcata come oggi (ovvero netta divisione fra Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Guardia Forestale): tutti coordinati e alle dipendenze delle attuali Gerarchie Militari e rispondenti al Ministero della Difesa;
  2. Una Polizia (compreso quella Penitenziaria) demilitarizzata, come attualmente è previsto dalle Leggi in materia, coordinata e rispondente al Ministero degli Interni. A tale Corpo demilitarizzato sarà conglobato quello dei Vigili Urbani di ogni Città (indirizzati ai compiti di sorveglianza attuali). Il questore ed il Prefetto di ogni zona ne saranno i Coordinatori, come oggi è per il Corpo di Polizia di Stato.
  3. La Protezione Civile. Coordinata e rispondente al Ministero degli Interni; a cui facciano capo tutte le Organizzazioni di prevenzione alla sicurezza del Cittadino (Vigilanza di Quartiere, etc.). Una Protezione Civile non più operante su base volontaria, ma bensì rispondente ai canoni militari di cui sopra e costantemente formata per la prevenzione di ogni calamità naturale o causata da altri disastri umani. Alla Protezione Civile dovranno far capo la Croce Rossa e tutte le altre sigle simili.
Nella riforma di tale comparto dovrebbero rientrare quelle di tutti i comparti e del Lavoro, ovvero:
  • la riduzione dell’orario a 4 ore giorno per 5 giorni lavorativi;
  • il diritto di dignità per tutti (che, a differenza del reddito da lavoro, deve essere speso entro il mese di acquisizione e verso prodotti e servizi del mercato italiano).
Altresì, la Sovranità dello Stato, dovrebbe imporre al Parlamento Italiano di dover legiferare ogni qual volta si chieda alle proprie Forze Militari di partecipare ad azioni solidali e di guerra, fuori dai Confini dello Stato.
Maurizio Sarlo
Segretario Generale COEMM INT’L Mondo Migliore

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