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Sikkim: un piccolo paradiso nel cuore dell’Himalaya che dovrebbe essere da esempio per tutto il mondo

Sikkim: un piccolo paradiso nel cuore dell’Himalaya che dovrebbe essere da esempio per tutto il mondo
14 luglio 2018

“Questo è un grande momento per l’India”, ha detto Radha Mohan Singh, ministro dell’agricoltura

Una mossa senza precedenti in India, e probabilmente nel mondo, iniziata 15 anni fa e fortemente voluta dal primo ministro, Pawan Kumar Chamling: quella di eliminare gradualmente i pesticidi in ogni azienda agricola dello stato. Questa è la storia recente del Sikkim, uno stato indiano al confine con Nepal, Tibet e Bhutan, di cui abbiamo già parlato approfonditamente.

Dal 2003, anno di lancio per questo esperimento rivoluzionario, il Sikkim è ora completamente libero dai pesticidi e sempre più ricco. Infatti, la preoccupazione per i pesticidi e il desiderio di cibo sano e sicuro stanno alimentando un mercato che, secondo un recente studio delle Camere di commercio e industria dell’India,  sta crescendo del 25% all’anno, più del 16% a livello mondiale. Il mercato del paese per i prodotti biologici confezionati, poi,  ha raggiunto quasi gli 8 milioni di dollari e si prevede che raggiungerà i 12 milioni entro il 2020.

Inoltre la scelta di puntare sul biologico ha fatto bene anche al turismo che ha subito un’impennata, soprattutto grazie agli eco-tour e alle vacanze in. Tra il 2016 e il 2017 il settore ha contribuito al prodotto interno lordo dello Stato passando dal 5% all’8%.

Ma non sono solo economici i risvolti positivi della rivoluzione del Sikkim. l’India, un paese i cui progressi nell’agricoltura sono stati guidati, negli anni 70-80, da un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi per incrementare rapidamente la produzione di cibo in tutto il paese e ridurre le carestie e la dipendenza dagli aiuti esteri. Ha presto pagato il conto di questa sua scelta sommaria, sotto forma di un picco nei livelli di cancro nelle aree agricole industriali ma anche fiumi inquinati e suolo sterile.

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Una scelta responsabile quella del primo ministro del Sikkim, che commenta così i risultati ottenuti in questi quindici anni: “Quando abbiamo deciso di dedicarci all’agricoltura biologica nel Sikkim, abbiamo affrontato tante sfide. Agricoltori o coltivatori non avevano idea di cosa fosse l’agricoltura biologica, quindi l’educazione era la nostra prima priorità. Lentamente, le persone hanno cominciato a capirci e a sostenerci”.

Oggi, a distanza di 15 anni, questo stato himalayano avvolto dalle nuvole sta raccogliendo tanti frutti. Negli anni successivi al passaggio al biologico, il Sikkim ha bandito pesticidi e fertilizzanti chimici, aiutato gli agricoltori a certificare circa 760mila ettari di terreni agricoli come biologici, dal 1° aprile ha vietato l’importazione di molte verdure non organiche provenienti da altri stati e sempre ad aprile i funzionari statali hanno aperto due mercati in cui gli agricoltori possono vendere i loro prodotti direttamente ai consumatori e hanno aggiunto più di due dozzine di veicoli di trasporto per aiutarli a spostare più facilmente le merci.

Un esempio per tutto il mondo, mentre il consumo di soli prodotti biologici ha generato benefici per la salute dei Sikkimesi, che ricevono cibo più nutriente, ha “ringiovanito” il suolo, salvaguardato la fauna e le popolazioni di api, minacciate dai pesticidi.

 

Source: suoloesalute.it

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