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Un anno con Virginia. I giornali lo raccontano così

Un anno con Virginia. I giornali lo raccontano così 20 giugno 2017

“Vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città…”

Comincia così la lettera che il sindaco di Roma, Virgini Raggi, affida al Messaggero per comunicare i ‘successi’ della sua Giunta a un anno dall’elezione (era il 19 giugno 2016) e annunciando i programmi per “cambiare Roma in 5 anni”.

Una sfida complessa che vinceremo

“Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo”.

“Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni – scrive la Raggi -. Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili”.

E puntuale arriva il fact-checking

Come la vedono i giornali

Ma i segnali di cambiamento di cui parla Virginia Raggi ci sono? I romani se ne sono accorti?  Vediamo come hanno analizzato il primo anno pentastellato di Roma Capitale i principali giornali italiani.

Il Messaggero

Il quotidiano delal Capitale, accanto alla lettera in esclusiva della Raggi, ha pubblicato il bilancio degli 11 punti programmatici del sindaco. Eccoli.

  1. Trasporti. Non è riuscita a tagliare dirigenti Atac. Non c’è traccia del piano industriale. A settembre depennate 3.800 corse dei bus (causa guasti e mezzi vecchi). Proliferano zone con velocità limitata a 30 km/h causa buche.
  2. Spazzatura. Cassonetti pieni, collasso degli impianti. Ha ritirato il progetto di impianti di compostaggio della giunta precedente senza presentarne un altro. Per ora la città si salva durante le periodiche emergenze inviando i rifiuti in Austria
  3. Trasparenza. Capitolo nerissimo. La sindaca è indagata per abuso d’ufficio e falso per le nomine di Renato Marra e Salvatore Romeo. Nessuna trasparenza politica: in un anno mai una diretta streaming per le riunioni di Giunta.
  4. Ambiente: Via le botticelle. Per la prima volta il servizio di pronto intervento e controllo degli 82mila grandi alberi di Roma è affidato a nove aziende private
  5. Sicurezza. La promessa elettorale (“supereremo i campi rom”) va a rilento. I primi due – La Barbuta e Monachina – non chiuderanno prima di due anni. Poi che succede? Case popolari o un bonus affitto (fino a 800 euro), ma solo per i rom a basso reddito.
  6. Sociale. Scontro col Viminale. La sindaca prometteva distribuzione equa dei migranti su tutti i municipi della città, ma non è stato fatto. Poi ha chiesto una moratoria al Viminale sui migranti ma ha ricevuto risposta negativa: le quote di migranti che spettano a Roma non cambiano.
  7. Affittopoli. Sfrattato il Pd in via dei Giubbonari. Censimento in corso e “non pervenuti” i progetti di auto-recupero per immobili pubblici abbandonati da ristrutturare
  8. Scuole. A luglio e agosto una sessantina di istituti resteranno aperti e il piano di corsi speciali estivi è già stato varato.
  9.  Eventi. Si rivela la sindaca del “no”, No alla candidatura alle Olimpiadi del 2024, no al Concertone, non è ancora stato portato a termine l’iter del nuovo bando dell’Estate romana.
  10. Commercio. Salvi i camion bar, multe a chi “bivacca” sulle fontane. Da una parte una delibera sul commercio ambulante già passata alla storia come ‘salva Tredicine’, dall’altro una stretta sul degrado con un’ordinanza a tutela delle 37 fontane monumentali
  11. Urbanistica. Capitolo stadio della Roma. A Tor di Valle, se l’operazione andrà in porto, nascerà un serpentone di uffici e negozi privati con palazzi alti fino a 7 piani.
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Leggi anche: Un anno di Virginia Raggi: la pagella dei lettori di Agi.it

La Stampa

La Stampa ricorda i problemi nel formare una ‘squadra’ di governo.

Il quotidiano di Torino giudica un anno di Raggi fornendo un po’ di dati.

  • Le ordinanze del sindaco: su 227 atti ben 149 – i due terzi – hanno a che fare con nomine, revoche o deleghe assegnate ad assessori e dirigenti.
  • Le delibere in Giunta: su 258 delibere, 75 – più di un terzo – riguardano l’assunzione di personale esterno.
  • La giunta Raggi ha messo a contratto 102 collaboratori esterni, 12 in più di quelli nominati da Ignazio Marino, 15 in più dell’era Alemanno.

La scelta della sua squadra (e relativi collaboratori) è stata – ed è – particolarmente difficile per la Raggi. Nonostante 4 tentativi, ricorda La Stampa, alla macchina comunale del Campidoglio mancano ancora il capo di gabinetto e due assessori (Lavori pubblici e Servizi sociali). In un anno sono cambiati il vicesindaco, l’assessore all’Ambiente, quello all’Urbanistica, due volte il titolare del Bilancio. Solo all’Ama si sono avvicendati quattro amministratori delegati e due direttori generali. E non è finita qui: entro la fine dell’anno c’è da rinnovare il consiglio di amministrazione di tutte le società partecipate per le quali è stato introdotto l’obbligo dei tre componenti.

Il Giornale

Il giudizio del Giornale è drastico e titola: “un anno di fallimenti.

Secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, la sua giunta è stata segnata dall’instabilità politica e dai continui cambi di assessore. “La Raggi, tra progetti di funivie, annuncio della chiusura dei campi rom e la lettera al prefetto per bloccare nuovi arrivi dei migranti, è sembrata barcamenarsi dietro una comunicazioni quasi mai efficace. Dopo quasi nove mesi la poltrona di capo di gabinetto è ancora vacante e bruciano ancora le dimissioni dell’ex assessore all’Ambiente, Paola Muraro, indagata per reati ambientali e l’arresto del vice capo di gabinetto vicario e poi capo del Personale, il fedelissimo Raffaele Marra”.

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Quindi ha ricordato le vicende dello Stadio della Roma (con relative dimissioni dell’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini), Atac, Ama e i rapporti col Vaticano.

La Repubblica

Il quotidiano diretto da Mario Calabresi pubblica un sondaggio che parla più di molte analisi. A un anno esatto, si legge sul giornale, continua inesorabile il calo del gradimento nei confronti della prima donna che è riuscita ad espugnare il Campidoglio e a regalare ai Cinque Stelle la cloche della capitale d’Italia. In fondo a dodici mesi di governo piuttosto travagliati – costellati da incidenti, faide interne, assessori sostituiti e inchieste giudiziarie – quasi sette romani su 10 bocciano l’operato della sindaca, 4 su 10 se si considera il solo elettorato grillino, più o meno in linea con i giudizi negativi espressi sull’intera giunta.

Source: www.agi.it

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