A Palermo Sicindustria e Simest incontrano le imprese

PALERMO (ITALPRESS) – Non solo un momento di confronto tra istituzioni e imprese, ma soprattutto un’occasione per presentare le misure a sostegno del mondo produttivo siciliano in un contesto globale particolarmente difficile: all’Oratorio dei Bianchi a Palermo si è svolto l’incontro ‘La Sicilia che compete: filiere produttive ed energia. Le nuove misure Simest a supporto delle imprese siciliane’, organizzato da Sicindustria in collaborazione con Simest.

All’evento hanno partecipato numerosi rappresentanti delle imprese del territorio: è a loro che si rivolgono gli interventi, finalizzati a garantire occasioni di crescita con un’attenzione particolare non solo per l’export diretto, ma anche per quelle imprese inserite in catene produttive a vocazione internazionale. L’incontro ha inoltre costituito un momento di approfondimento tecnico sulle opportunità attualmente disponibili, tra cui misure straordinarie dedicate al contrasto del caro energia, strumenti a supporto delle imprese colpite da eventi calamitosi negli scorsi mesi e opportunità di internazionalizzazione verso mercati strategici.

“Qualche settimana fa abbiamo deciso di fare un punto d’ascolto di Simest nella nostra sede – racconta il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo, – Questo è il primo passo che facciamo dopo quell’accordo. Oggi presenteremo agli associati non solo l’accordo stesso, con un patto scritto che ha delle regole ferme, ma anche determinate misure: inoltre spiegheremo cos’è il patto di filiera, che porterà quasi tutte le imprese, incluse quelle che non fanno direttamente internazionalizzazione, ad accedere agli strumenti finanziari messi a disposizione delle imprese siciliane. Simest non è un accompagnatore comune delle imprese all’estero, ma un accompagnatore istituzionale che ha una valenza soprattutto in questi momenti di crisi internazionali, che non ci permettono di fare passi chiari verso alcuni territori piuttosto che verso altri”.

Regina Corradini D’Arienzo, amministratrice delegata di Simest, sottolinea come proprio in questo momento storico sia fondamentale “fare sistema vicino alle imprese: noi siamo i partner soprattutto delle Pmi, per trovare sbocchi di crescita. Sicuramente l’export è un elemento di crescita costante, lo dicono i numeri: noi però siamo molto attenti a tutta la filiera e in Sicilia ci sono tantissime aziende che, anche se non esportano direttamente, hanno a loro volta un ruolo rilevante nella filiera stessa. Abbiamo adeguato i nostri strumenti affinché siano utilizzati da queste imprese, sia per investimenti fatti in Italia per essere più competitivi sia per investimenti all’estero sia per dare liquidità in questo momento complicato: su questo abbiamo una misura sull’energia per dare liquidità alle aziende, con un contributo a fondo perduto fino al 30%. Non vogliamo essere chi finanzia, ma chi trova soluzioni per la crescita: ecco perché abbiamo aperto molte sedi strategiche nel mondo, ecco perché abbiamo un rapporto molto stretto con il ministero degli Esteri, Cassa depositi e prestiti, gli ambasciatori di altri paesi e le altre società del sistema paese come Ice e Sace. Si tratta di un intero sistema a supporto di un paese in cui si trovino opportunità di lungo termine: la nostra è una partnership, non è un finanziamento di un singolo progetto”.

Per quanto riguarda la Sicilia, aggiunge, “i comparti di riferimento sono tutti, dall’agroalimentare alla Blue Economy fino al manifatturiero e a tutto quello che in questa regione c’è come eccellenza del Made in Italy: questo infatti è molto ricercato nel mondo, lo dicono i dati dell’export in particolare verso gli Stati Uniti dopo i dazi. Ad aprile c’è una crescita del +11% rispetto a un anno prima, del +6% nel primo quadrimestre: tutti i comparti siciliani hanno possibilità, il tema è capire quali sono le geografie, le filiere e le partnership giuste. Non ci sono settori limitativi: il Made in Italy è di grandissimo interesse, dalla parte tecnologica al food fino al fashion e al furniture. Dobbiamo trovare le strade giuste e insieme lo possiamo fare, soprattutto per le Pmi: non sono da sole all’estero, ma nemmeno se vengono in Italia; bisogna aiutarle a fare investimenti, se ciò non avviene allora sì che resterebbero sole e non ci sarebbe crescita”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

Redazione

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