Ci si perde a volte e quando si cerca di ritrovarsi, si fanno tante cose che non hanno efficacia e spesso tanto maggiore è lo sforzo per ritrovarsi tanto più scarso è il risultato.
Il fatto è che in realtà non si deve raggiungere niente. Un saggio indiano disse: “Tu sei già ciò che sei”.
E quando pensiamo di doverci cercare cadiamo in un labirinto di tentativi.
Ma ci siamo già, siamo già noi, si tratta solo di comprendere ciò che non siamo. Tanto più riusciamo a dire no a ciò che non ci appartiene intimamente, tanto più siamo noi stessi.
A partire dal quotidiano, da qualcosa che non abbiamo voglia di fare, che non sentiamo nostro. Nel tempo, continuando a “lasciar cadere” ciò che non siamo o che non è nostro, si delimita nella mente uno spazio indefinito ma reale nel quale sentiremo di esistere, o, meglio, di “consistere”. Uno spazio che sfugge ad ogni definizione ma che può dare la percezione duratura di se stessi.
Maura Luperto
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