ANSA – di Massimo Sebastiani e Alessio Jacona.
Mentre si continua a parlare di rischio bolla per l’Intelligenza artificiale, richiamando alla memoria quella delle dot.com (http://dot.com/) in cui furono in parecchi a rimetterci le penne, Jeff Bezos, non esattamente uno qualsiasi, investe sei miliardi in una nuova start-up per l’intelligenza artificiale legata soprattuto ai viaggi spaziali. Intanto Mira Murati, già executive a OpenAI, con la sua Thinking Machines Lab, startup di IA, ha raggiunto 50 miliardi di valore, mentre Google presenta Gemini 3 e arriva Chat GPT 5.1, più intelligente e più naturale nella conversazione, così come Grok 4.1 fa un passo avanti verso un’intellgenza emotiva più raffinata. Eppure, dietro a tutto questo scintillio qualcuno vede più ombre che luci: Michael Burry, quello della Grande scommessa cioè l’uomo che capì il crack dei mutui subprime prima che ci fosse, ha chiuso il suo fondo Scion scommettendo stavolta contro l’ecosistema dell’ntelligenza artificiale. E non è l’unico ad avere qualche dubbio.
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