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Book Terapy: curarsi coi libri

 

La book therapy si basa sugli studi di Neil Frude, uno psichiatra gallese, e attualmente è riconosciuta come vera e propria terapia dal servizio sanitario inglese. Ciò ovviamente non significa che si guarisce semplicemente leggendo un libro ma che la lettura può diventare un tassello importante nel complesso di un più ampio trattamento da valutare caso per caso.

Come scrive la dottoressa Rosa Mininno, psicologa e psicoterapeuta fondatrice e direttore della Scuola di Biblioterapia, con quest’ultimo termine si intende:

“la terapia attraverso la lettura come strumento di promozione e crescita culturale personale e collettiva, come strumento di auto-aiuto, di acquisizione di conoscenze e promozione di consapevolezza in situazioni di disagio psicologico e sociale oltre che come tecnica psicoeducativa e cognitiva in ambito psicoterapeutico”. 

In seguito ad una serie di studi sulla lettura per grandi e piccini che hanno messo in luce i tanti benefici di questa pratica, sempre più paesi stanno iniziando ad aggiungere qualche sana lettura al trattamento di alcuni disturbi o condizioni.

Ma perché curarsi con i libri? Ecco 10 motivi:

Fa vivere più a lungo

Se volete vivere più a lungo leggete libri! Questa pratica infatti allunga la vita. A sostenerlo è un team di ricerca della Yale University di New Haven (Connecticut)  che ha scoperto come chi legge, indipendentemente da sesso e stile di vita, vive due anni in più rispetto a chi non è solito passare del tempo insieme ai libri. Per vivere più a lungo, secondo la ricerca, basta una mezz’ora di lettura al giorno.

Combatte la depressione

Una ricerca condotta a Glasgow ha preso a campione 200 pazienti con depressione, metà di essi hanno seguito una terapia a base di farmaci e psicoterapia, l’altra metà invece ha associato alla terapia farmacologica la lettura di specifici libri volti ad aumentare l’autostima e le sensazioni positive (si basavano sui principi della terapia cognitivo-comportamentale). Dopo 4 mesi i pazienti che facevano parte del secondo gruppo mostravano livelli di depressione ridotti.

Aiuta a combattere l’insonnia

Se soffrite di insonnia saprete certamente che è molto importante spegnere tv, pc, tablet e tenersi lontani dagli schermi già diverse ore prima di andare a dormire. Prendere invece in mano un buon libro potrebbe essere un sistema semplice ed efficace per addormentarsi prima. Secondo uno studio della Mayo Clinic leggere prima di andare a dormire favorisce un buon sonno.

Contrasta lo stress e rilassa

Tutti noi siamo spesso stressati ma un buon libro può alleviare la tensione e favorire il relax in maniera simile a quello che riesce a fare una vacanza. Una ricerca dell’Università del Sussex ha dimostrato che leggere può arrivare ad abbassare il grado di stress fino all’68% indipendentemente dalla lettura che si fa, ovvero dal libro prescelto. Ciò sarebbe possibile in quanto il lettore si immedesima in un mondo altro allontanandosi così dalle proprie preoccupazioni.

Allontana l’ansia

Proprio per il fatto di riuscire a rilassare e combattere lo stress, leggere è un sistema semplice anche per prevenire ed allentare stati di ansia. I risultati migliori della lettura come terapia si ottengono infatti proprio su disturbi di tipo psicologico oltre che su tutto cioè che riguarda la sfera cerebrale come miglioramento delle funzioni cognitive, memoria, concentrazione, ecc. Nel Regno Unito il programma “Reading Well Books on Prescription” consiglia libri per l’ansia e molti altri disturbi.

Fa bene agli anziani

Leggere fa bene a tutte le età. Uno studio condotto dall’Università di Perugia su un gruppo di anziani ricoverati ha dimostrato come leggere rallenti l’avanzata della demenza senile aiutando a mantenere vive le funzioni cognitive e le abilità del cervello. Sembrerebbe inoltre che, non solo la situazione non tende a peggiorare, ma che addirittura migliori e che i pazienti riescano a recuperare alcune delle loro abilità perse in precedenza.

Tiene lontano l’Alzheimer

La lettura rallenta l’avanzata di malattie degenerative cerebrali come l’Alzheimer. A provarlo una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology che ha notato come mantenere la mente attiva leggendo ma anche scrivendo aiuti la salute cerebrale. Coloro che “impegnano” il proprio cervello con queste sane pratiche assistono ad un declino delle proprie facoltà mentali più lento del 15%.

Aiuta i pazienti in rianimazione

C’è chi utilizza la book therapy anche in rianimazione. E’ il caso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino dove i volontari sono invitati a leggere ad alta voce una serie di testi scelti appositamente per i pazienti intubati. In questo modo si incoraggia la loro ripresa, è noto infatti come la lettura possa agire positivamente sull’umore.

Favorisce la riabilitazione di donne affette da patologie

L’Università svedese di Göteborg ha condotto una ricerca su gruppo di donne con patologie che riducevano la loro capacità lavorativa dimostrando che la lettura di romanzi le aiutava a stare meglio e a fare notevoli passi avanti nella riabilitazione.

Sostiene le terapie di gruppo

La lettura può aiutare anche ad affrontare meglio le terapie di gruppo volte a risolvere i problemi condividendo con altri il proprio personale vissuto. Secondo uno studio pubblicato sull’International Journal of Group Psychotherapy la lettura nel contesto di una terapia di gruppo favorisce la giusta apertura delle persone che vi partecipano, le aiuta ad esplorare il proprio sé e facilità la comunicazione del proprio disagio.

Source: greenme.it

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