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Caffè (e api) a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Come intervenire?

 

A prendere in esame la situazione è stato un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) il primo che si è proposto di analizzare l’impatto del cambiamento climatico sul caffè in relazione anche alle api.

Sappiamo che le api giocano un ruolo fondamentale per l’ecosistema e che, in caso di loro estinzione, sarebbe seriamente a rischio anche la nostra dato che, senza il loro prezioso contributo, molti prodotti agroalimentari non esisterebbero più. Questo è vero anche per quanto riguarda il caffè: le api sono infatti fondamentali per la buona resa delle coltivazioni. Il loro contributo in questo senso è stato stimato intorno al 20-25% di aumento della resa delle piante. Questi insetti sarebbero infatti in grado di migliorare la qualità dei chicchi. Come ha dichiarato l’autore principale dello studio Pablo Imbach del Centro Internazionale per l’Agricoltura Tropicale (CIAT):

“Se ci sono api tra le piante di caffè sono molto efficienti e buone per impollinare, aumenta la produttività e anche il peso delle bacche”

Ecco però che entrano in ballo i cambiamenti climatici che, come abbiamo già detto più volte, stanno seriamente minacciando le api e le coltivazioni (non solo di caffè).

I ricercatori ipotizzano che entro il 2050 il cambiamento climatico potrebbe ridurre la quantità di terreno utilizzabile per coltivare il caffè in America Latina fino all’88% (dati significativamente superiori alle stime precedenti). Mentre il pianeta si riscalda, le piante di caffè dovranno essere spostate più in alto sulle montagne e ciò significa che ci sarà meno terra disponibile per le coltivazioni.

C’è da considerare poi anche il fatto che, nella maggior parte delle aree di coltivazione del caffè, si prevede una riduzione del numero delle specie di api, anche se circa il 16% delle aree vedrà invece una maggiore diversità di questi insetti. l cambiamenti climatici determineranno infatti spostamenti geografici per gli impollinatori e le colture principali, con implicazioni globali per la sicurezza alimentare e le risorse rurali.

Le zone destinate a perdere la maggior parte dei terreni coltivabili in caffè sono in Nicaragua, Honduras e Venezuela. Altre in realtà si aspettano di vedere una lieve espansione di terreni adatti alla produzione di caffè, si tratta di Messico, Guatemala, Colombia e Costa Rica.

I ricercatori hanno basato le loro previsioni su un aumento delle temperature globali di 2,6 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali entro il 2050.

Il nostro caffè mattutino, dunque, nei prossimi anni potrebbe diventare un bene di lusso a causa dei cambiamenti climatici. Ma non è certo questo il pericolo più serio se pensiamo che intere comunità di piccoli agricoltori vivono proprio grazie a queste coltivazioni.

Come ha dichiarato Taylor Ricketts, coautore dello studio:

“C’è in ballo più del fatto che il mio buon espresso a New York o a Parigi diventerà costoso. Minaccia il sostentamento primario di milioni di persone già vulnerabili”

Secondo gli scienziati alcuni accorgimenti potrebbero contribuire a ridurre il colpo per i coltivatori di caffè in seguito ai cambiamenti climatici:

  • Favorire il mantenimento degli habitat per le api selvatiche nelle zone di coltivazione del caffè, in particolare le specie nuove arrivate in seguito ai cambiamenti climatici
  • Crescere il caffè sotto l’ombra degli alberi può contribuire a tenere freschi i chicchi e contemporaneamente creare un habitat adatto agli impollinatori.
  • Dove non sarà più possibile coltivare caffè, gli agricoltori dovrebbero essere accompagnati nel passaggio ad altri tipi di raccolti.

Source: greenme.it

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