Nei primi giorni di marzo 2026 il diesel è salito fino a 2 euro al litro, con un aumento di oltre 40 centesimi in una sola settimana.
Secondo un’analisi del Centro studi Unimpresa, il rincaro non dipende soltanto dal prezzo del petrolio legato al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Il Brent è aumentato del 24%, ma il diesel è salito del 25,8%, quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato dai costi industriali.
La differenza?
Una componente di margine che può arrivare fino a 20 centesimi al litro, e nelle stazioni autostradali anche tra 35 e 50 centesimi.
Secondo le stime, il fenomeno del “rocket and feather” – prezzi che salgono come razzi e scendono come piume – può generare extra-profitti tra 3 e 7 miliardi di euro l’anno lungo la filiera petrolifera.
«Garantire trasparenza nella formazione dei prezzi è fondamentale per tutelare famiglie e imprese», ha dichiarato il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi.
Ascolta l’analisi completa e scopri cosa sta succedendo davvero al mercato dei carburanti.
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