PALERMO (ITALPRESS) – L’Università degli Studi di Palermo è una delle prime in Italia ad avviare un progetto di didattica immersiva, nell’ambito di una serie di iniziative all’insegna della tecnologia che consentirà di implementare metodologie nuove e rivoluzionarie sul fronte dell’insegnamento e dell’apprendimento. Sarà un’esperienza ingaggiante per gli studenti, che all’interno delle quattro mura delle aule grazie a uno speciale casco potranno visualizzare contenuti interattivi grazie alla realtà mista, che consente di progettare percorsi di apprendimento che si basano sull’esperienza vissuta e costruita dallo stesso utente, in questo caso lo studente universitario, che trasformerà l’apprendimento canonico in una accattivante continua visualizzazione e manipolazione di contenuti altrimenti di difficile reperibilità e trasporto all’interno delle aule.
Si tratta della didattica immersiva e si basa su Microsoft Hybrid Learning Spaces, soluzione integrata sviluppata in partnership da Hevolus Innovation, gold partner di Microsoft, e la stessa divisione italiana della multinazionale creata da Bill Gates. E’ stata installata una lavagna interattiva con una dotazione di sei caschetti per la realtà immersiva nell’aula 3 dell’edificio 19 del campus universitario, per una spesa pari a 150.000 euro e con possibilità di ampliare, stanziando nuovi investimenti, le aule attrezzate e i caschetti a disposizione degli studenti. Sarà così possibile visualizzare oggetti che non sono presenti in modo tangibile nell’aula, come motori di navi e aerei, lastre, radiografie, componenti di ingegneria e quant’altro, e spostarli soltanto muovendo le mani, analizzarne i contenuti, le loro proprietà, scomporli, il tutto comodamente seduti in aula. La lezione tradizionale verrà così trasformata in un apprendimento a 360° per mezzo della realtà mista della didattica immersiva.
“Grazie alla collaborazione instaurata con Microsoft, questa nuova tecnologia permette di creare un caschetto che non è quello dei videogiochi, ma fa indossare una particolare lente – ha dichiarato il rettore di Unipa, Massimo Midiri – Chi è in possesso di questi occhiali vede cose che non sono presenti e cambia così lo strumento didattico. Insieme alla Federico II di Napoli siamo l’unico ateneo ad avere in dotazione questa tecnologia. Crediamo molto in una didattica innovativa e compartecipata. Le facoltà di medicina, architettura, ingegneria potranno godere di questo percorso e permetterà ai ragazzi di avere una visione 3D che nessun libro potrà dare – ha concluso – E’ un passo in avanti che Palermo sta facendo per fornire ai ragazzi uno strumento innovativo e moderno, siamo in parallelo con quello che succede in America”. “Hevolus Innovation e Microsoft hanno lavorato insieme per costruire HLS. Qualunque oggetto di grandi dimensioni sarà portato in aula, ma non realmente, senza sporcare le aule o rischiare infortuni – ha aggiunto Stefano Tangari, solution specialist di Hevolus Innovation – Qualsiasi oggetto può essere maneggiato, smontato e sarà possibile vedere all’interno di quell’oggetto il singolo elemento e poter insegnare agli studenti come è stato montato e costruito”.
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