ROMA (ITALPRESS) – Investire sui giovani e avviare una riforma “condivisa e responsabile”. Sono le priorità di Maurizio Pace, dal 22 ottobre scorso presidente dell’Enpaf, l’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Farmacisti. Pace ne ha parlato in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
Il budget 2026 approvato dal Consiglio Nazionale prevede un utile di esercizio superiore a 132 milioni di euro, confermando una tendenza positiva. In aumento anche la spesa per le pensioni, che supererà i 210 milioni di euro, e quella per l’assistenza diretta, pari a oltre 3,2 milioni di euro nel 2026, a cui si aggiungerà oltre 1 milione di euro per le maternità.
Cala leggermente il saldo previdenziale, che passa da 93 a 90 milioni di euro, ma rimane solido, a conferma della sostenibilità dell’Ente. I contributi soggettivi superano i 201 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti 3,2 milioni di euro di contributo di assistenza, e oltre 15 milioni per il contributo 0,5%.
“Quest’anno segna però un punto di svolta significativo: per la prima volta il costo delle prestazioni pensionistiche non viene coperto integralmente dal contributo soggettivo. C’è un disavanzo che viene compensato dai contributi oggettivi e dai rendimenti del patrimonio immobiliare (80%) e mobiliare (20%) dell’ente. Questo dato ci dice chiaramente che dobbiamo andare a breve verso una riforma”, sottolinea il presidente di Enpaf, annunciando che è già stato avviato un confronto interno per riequilibrare il rapporto tra entrate e uscite.
La preoccupazione maggiore riguarda i giovani. Attualmente il 40% degli iscritti ha scelto di versare solo un contributo di solidarietà del 3%, senza costruirsi una vera posizione previdenziale. “I giovani del futuro, con il sistema contributivo, prenderanno una pensione ridotta del 40% rispetto all’ultimo stipendio. Dobbiamo educarli a creare per loro un secondo pilastro previdenziale”, afferma il presidente di Enpaf.
La strategia passa anche attraverso una comunicazione più efficace, e Pace annuncia per gennaio una campagna di sondaggi per capire cosa gli iscritti chiedono al loro ente.
Un aspetto cruciale riguarda le regole attuali: oggi per ottenere la pensione servono 20 anni di attività professionale e 30 di iscrizione all’ordine, requisiti che il presidente di Enpaf ritiene inadeguati per le nuove generazioni. “Dobbiamo costruire un percorso di riforma condiviso e responsabile – spiega Pace -. Non vogliamo solo acquisire risorse, ma creare una famiglia unica dove ci sia condivisione di obiettivi. I giovani devono sentirsi protagonisti e avere certezza che accanto al loro percorso lavorativo c’è un pilastro previdenziale solido e affidabile”.
“Dobbiamo far comprendere ai giovani che il nostro ente non è solo per i titolari di farmacia, ma per tutte le anime della professione: collaboratori, ospedalieri, chi lavora nell’industria farmaceutica o nella scuola. Dobbiamo costruire insieme questo percorso di rinnovamento”, conclude il presidente di Enpaf.
– Foto Italpress –
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