I gas serra rappresentano un pericolo reale e immediato per la Terra, uomo – ovviamente – incluso. La CO2 ha raggiunto gli stessi livelli di 5 milioni di anni fa, mentre metano e ossido nitroso hanno concentrazioni in atmosfera a dir poco preoccupanti.
Lo dice la World Meteorological Organization (e non solo): il punto di non ritorno è vicino, e urgono provvedimenti per invertire la rotta prima che sia troppo tardi. Non si tratta di facile allarmismo, ma di un pericolo concreto che mette a rischio la vita sul nostro pianeta. E se l’adozione di misure drastiche (leggasi azzeramento delle emissioni, utopia al giorno d’oggi più che una semplice speranza) risulta alquanto difficile a causa delle miopie di Stati e attori economici, si potrebbe pensare di virare verso “cure palliative” per proteggere la Terra in qualche altro modo.
A questo sta pensando un gruppo di ricercatori (tra cui un team dell’Università di Harvard) che ha pubblicato uno studio su Environmental Research Letters in cui si descrive una soluzione basata sull’iniezione di aerosol nell’atmosfera per bloccare il surriscaldamento terrestre (in altre parole, per raffreddarla). In pratica, si tratterebbe di un piano B in cui “nell’attesa” di ridurre le emissioni e le concentrazioni di gas serra si cerca di contenere una delle conseguenze che questi generano in atmosfera: il global warming.
Source: www.hdblog.it
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