Gran Madre di Dio di Torino, in dirittura d’arrivo il restauro delle facciate

TORINO (ITALPRESS) – Restituire alla Chiesa della Gran Madre di Dio di Torino la sua originaria bellezza, nel pieno rispetto dell’identità storica e materica dell’edificio: è l’obiettivo del restauro conservativo della facciata del monumento, attualmente in corso, oggetto quest’oggi di una conferenza stampa alla quale ha fatto seguito una visita al cantiere.
Le lavorazioni vengono eseguite adottando tecniche accuratamente selezionate secondo criteri di compatibilità, reversibilità e salvaguardia della materia originale. Il cantiere è organizzato in modo da garantire la continuità di utilizzo della Chiesa e non comporta alcun onere per l’amministrazione comunale, essendo interamente sostenuto dalla società One Srl attraverso un intervento di sponsorizzazione che prevede l’utilizzo di spazi pubblicitari.
Il bando di sponsorship è stato aggiudicato alla concessionaria milanese One Srl, che si avvale di un team di tecnici con consolidata esperienza, già coinvolto, tra gli altri, nel restauro delle facciate di Palazzo Marino. L’individuazione del team e il coordinamento strategico sono stati curati dall’agenzia di comunicazione pubblico-privato Jesurum-Leoni Comunicazione Srl.
Il progetto è firmato da Dontstop Architettura, parte del gruppo Progetto CMR International, insieme all’architetta torinese Manuela Ghirardi. Le opere sono eseguite dall’impresa di restauro Estia Srl, sotto il coordinamento del restauratore Paolo Pecorelli.
Il cantiere, conforme ai più stringenti standard di sicurezza, è valorizzato da una cesata illustrata che racconta la storia del monumento, ideata dall’architetto Michele Brunello di Dontstop Architettura e realizzata con il contributo creativo di Eleonora Diana e Sara Maragotto di Studio Fludd e dell’illustratore Daniele Catalli.
Nel corso della conferenza sono stati presentati nel dettaglio gli interventi eseguiti finora, che hanno riguardato la pulitura delle superfici, il consolidamento delle parti maggiormente deteriorate – con particolare attenzione al bassorilievo del timpano – e il recupero degli elementi lapidei e scultorei, tra cui capitelli, marmi e statue. Tutte le operazioni sono state condotte nel rispetto dei principi del restauro conservativo, attraverso l’impiego di materiali compatibili e a ridotto impatto per operatori e ambiente.
Attualmente il cantiere è impegnato nelle ultime fasi di pulitura delle colonne in granito e della zoccolatura; seguiranno i ritocchi pittorici finalizzati a riequilibrare le disomogeneità cromatiche dovute al tempo. La conclusione dei lavori è prevista per luglio 2026.
“La chiesa della Gran Madre di Dio è uno degli edifici religiosi più iconici e amati dai torinesi, tanto da farne un monumento tra i più identificativi della nostra città – afferma la vicesindaca di Torino Michela Favaro -. Con questo percorso di restauro, germogliato da un’intesa pubblico-privata capace di unire sinergie per un bene comune, si andrà a restituire ai cittadini un gioiello architettonico nella sua forma migliore”.
“Siamo orgogliosi di intervenire su un bene di tale valore per la Città di Torino, in una delle posizioni più belle e strategiche –
sottolinea Emanuele Anselmi, Amministratore di One Srl -. Questo progetto conferma il percorso di crescita che stiamo portando avanti, a Torino e non solo, a supporto del patrimonio immobiliare pubblico e privato”.
“Siamo felici di coordinare le attività strategiche e Pubblico-Privato”, evidenzia Tommaso Isacco Leoni, Amministratore di Jesurum-Leoni Comunicazione Srl. “Proseguiamo con sempre più entusiasmo e soddisfazione – aggiunge Michela Jesurum, Responsabile Pubblico-Privato – nella realizzazione di progetti e attività che creino sinergie di valore tra Pubbliche Amministrazioni e Società Private”.
“Sono onorata di collaborare con un gruppo di lavoro così competente ed efficace”, dichiara Manuela Ghirardi, direttore lavori, sottolineando come le attività condivise con gli organi di tutela abbiano approfondito la conoscenza materica dell’edificio. Questo percorso permetterà di restituire il monumento alla comunità, mentre a breve prenderà avvio anche il restauro delle statue della Fede e della Religione, attualmente interessate da fenomeni di degrado.
“Si tratta di un intervento di grande valore storico e culturale – aggiunge Paolo Pecorelli, Estia Srl – che comporta quindi un elevato livello di responsabilità. L’obiettivo è duplice: arrestare il degrado, particolarmente avanzato sulle superfici marmoree, e migliorare l’aspetto estetico, attraverso tecniche e prodotti all’avanguardia”.
“Intervenire su un monumento simbolo significa confrontarsi con una memoria collettiva profondamente radicata”, conclude Michele Brunello, architetto di Dontstop Architettura, evidenziando l’obiettivo di restituire leggibilità e qualità materica all’edificio nel rispetto della sua storia.

– foto ufficio stampa Jesurum – Leoni Comunicazione –
(ITALPRESS).

Redazione

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