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Il Financial Times boccia la manovra economica M5S-Lega

Non solo le istituzioni europee. Anche i più autorevoli osservatori bocciano la prima manovra finanziaria trargata M5S e Lega. L’ultima disapprovazione arriva dal Financial Times, che sull’economia italiana ha interrogato diversi economisti, accademici e analisti internazionali. Il principale giornale economico-finanziario della Gran Bretagna spiega oggi che la «profondità del problema dell’Italia» va ricercata soprattutto nella «mancanza di modernizzazione industriale», in un «sistema educativo scarso», in un «ambiente poco amico del business» e in un «alto livello di debito pubblico». Un elenco di problemi che non vengono affrontati dalla manovra del governo Conte. Ecco «perché l’economia italiana ristagna» e «perché il bilancio del governo non è la soluzione», dice il Ft.

Il Financial Times boccia la manovra M5S-Lega

Il Financial Times spiega che il primo nodo riguarda il modello economico italiano, «molto dipendente da imprese a gestione familiare che sono tipicamente più piccole e meno produttive che i loro equivalenti altrove». Si afferma che «questo problema è peggiorato negli ultimi anni» anche perché «le imprese più grandi ugualmente non riescono a innovare». E la manovra Lega-M5S «assegna risorse molto limitate per affrontare queste questioni, senza prevedere alcun aumento dei fondi disponibili ad aiutare le imprese nella trasformazione digitale nel 2019 e solo un aumento minimo nel 2020». Il secondo elemento critico indicato dal Financial Times è il «sistema educativo disfunzionale dell’Italia», secondo «solo ai problemi della cultura d’impresa e della modernizzazione industriale». Gli esperti interpellati evidenziano il più basso tasso di laureati, il più alto di Neet, e le peggiori performance tra i Paesi Ocse dei 15enni italiani nei test Pisa su capacità matematiche e di lettura. Nella manovra, però, non ci sono misure che «ricevano fondi significativi addizionali».

L’elenco dei problemi

Inoltre, dice ancora il Ft, «l’Italia raggiunge risultati modesti nella maggior parte delle misure sull’efficienza» della pubblica amministrazione, dai servizi pubblici alla lentezza della giustizia. Infine, «gli alti livelli di debito tolgono lo spazio alla crescita attirando fondi che andrebbero altrimenti verso investimenti più produttivi». Nonostante lo 0,2% e lo 0,3% di investimenti previsti dalla manovra nel 2019 e 2020 «gli analisti – viene ricordato – non si aspettano miglioramenti significativi nelle sue debolezze strutturali complessive».

 

Source: http://www.giornalettismo.com

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