Il presidente dell’Ars Galvagno indagato per corruzione “Nulla da temere”

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno è indagato a Palermo. Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, la procura guidata da Maurizio De Lucia gli contesta il reato di corruzione, per l’assegnazione di alcuni fondi da parte dell’Ars.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, ci sarebbe stata un’assegnazione orientata verso due imprenditori, che avrebbero offerto in cambio alcuni incarichi a collaboratori di Galvagno. Una tesi già respinta dall’esponente di Fratelli d’Italia nel corso di un interrogatorio due settimane fa. Secondo Repubblica, Galvagno aveva saputo dell’inchiesta a suo carico all’inizio dell’anno, ricevendo una proroga di indagine, e aveva chiesto di essere sentito dai magistrati.

LE PAROLE DI GALVAGNO

“Chi riveste ruoli di responsabilità è chiamato più di chiunque a dare spiegazioni del proprio operato ed è giusto che si sottoponga con serietà ad ogni analisi della propria attività istituzionale. Proprio perché credo che non abbia nulla da nascondere o da temere e per il grande rispetto che ripongo soprattutto nei confronti di chi è chiamato ad esercitare l’azione di verifica, ho chiesto ed ottenuto di essere ascoltato due settimana fa circa mettendomi totalmente a disposizione di chi indaga per chiarire ogni eventuale singolo dubbio circa i fatti contestati”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno. “Mi dispiace che ancora una volta ci sia una fuga di notizie in una fase che addirittura non vede la conclusione delle indagini e confido che la magistratura possa valutare con la massima attenzione i fatti contestati”, aggiunge.

IL COMMENTO DI SCHIFANI

“Avendo avuto modo, in questi anni, di apprezzarne la correttezza, il rigore morale e la trasparenza nell’azione pubblica, sono certo che il presidente dell’Ars Galvagno saprà chiarire al più presto le contestazioni che, ad oggi, risultano semplicemente oggetto di indagine. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, auspico che ogni elemento venga accertato con la massima celerità e chiarezza”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

LA PRECISAZIONE DELLA FONDAZIONE DRAGOTTO

“Con riferimento alle notizie riportate in data odierna secondo cui, in relazione all’evento ‘Un Magico Natale’ del 2023, la Fondazione Tommaso Dragotto avrebbe assegnato incarichi corruttivi ai collaboratori del Presidente dell’ARS (Sabrina De Capitani e Salvatore Pintaudi) si precisa che nessun incarico è mai stato conferito dalla Fondazione Tommaso Dragotto ai collaboratori del Presidente dell’ARS e che comunque né la scrivente, né la Fondazione hanno assolutamente compiuto alcun illecito”. Lo precisa in una nota Caterina Marcella Cannariato, Vicepresidente della Fondazione Dragotto, che ha personalmente coordinato l’evento.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Redazione

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