Infezioni sessualmente trasmesse, per i giovani occorre parlarne di più

PALERMO (ITALPRESS) – Sifilide, gonorrea, papilloma virus, epatiti virali, HIV. Le infezioni sessualmente trasmissibili sono diverse e sono causate da germi che possono provocare sia una malattia acuta che cronica. Rischiano di dare anche gravi complicanze a lungo termine e persino i tumori. La fascia più esposta è quella dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni. “Si trasmettono per via sessuale, qualunque tipo di rapporto sessuale, per il contatto con i liquidi organici infetti”, ha spiegato Pietro Colletti, direttore Unità Malattie Infettive dell’Ospedale Borsellino di Marsala che ne ha parlato in un servizio dell’Italpress dedicato ai giovani e alle infezioni sessualmente trasmissibili. “Tali infezioni – ha continuato – possono essere trasmesse anche attraverso il sangue o altri liquidi biologici, per passaggio dalla madre al nascituro durante la gravidanza, il parto o l’allattamento e con pratiche quali i piercing”.
Quanto ne sanno i giovani? “Veramente poco – afferma una ragazza intervistata – perchè a scuola non è un tema trattato. La mia istruzione non è completa su questo”.
Uso corretto del preservativo, tanta informazione nelle scuole, dialogo in famiglia: la prevenzione è spesso più importante della cura.
Bisogna “parlarne nelle scuole, già dalle medie – sottolinea una giovane -, per aprire i ragazzi e le ragazze a questo mondo, per far capire loro i rischi e riuscire a spiegare che esistono modi per prevenire”.
“Nonostante si tratti di un tabù per molti – spiega un’altra giovane -, specialmente per gli adulti, in realtà” parlarne “è una cosa che fa comodo e fa cultura”.
Un ragazzo propone, quindi, di parlarne “nelle ore pomeridiane con progetti o impiegare ore di biologia o scienze all’educazione sessuale. Il dialogo in famiglia può aiutare. Serve soprattutto – aggiunge – consapevolezza e maturità nell’affrontare la sessualità che da molti purtroppo è vista come un tabù”.
Nonostante una larga diffusione nella popolazione, si parla ancora poco dell’infezione da Papilloma virus ma per l’Hpv, che nelle sue forme più gravi può causare anche neoplasie, c’è una soluzione: la vaccinazione a partire dagli 11-12 anni.
“E’ offerta – ha spiegato Davide Alaimo, ginecologo all’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo – dal sistema sanitario nazionale gratuitamente però poche persone conoscono questa possibilità. Adesso ci siamo allontanati tanto dalla vaccinazione perchè si ha paura delle vaccinazioni ma quella dell’Hpv in paesi come Finlandia, Svezia e Norvegia ha portato a una copertura massima delle vaccinazioni tanto che – ha concluso – potrebbero fare a meno del Pap test come screening perchè si considera ormai quasi debellato”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Redazione

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