TOKYO (GIAPPONE) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha primeggiato a livello mondiale sia per volume sia per qualità delle domande di brevetto nel settore della tecnologia finanziaria (fintech) nell’ultimo decennio. Lo ha riportato ieri il Nikkei.
I risultati si basano su un’indagine svolta sulle domande di brevetto legate al fintech in 118 Paesi e regioni tra il 2016 e il 2025, condotta congiuntamente dal Nikkei e dalla società di ricerca Patent Result, con sede a Tokyo.
Secondo l’indagine, le richieste di brevetto fintech a livello globale sono state circa 120.000 nei dieci anni fino al 2025, quasi il triplo rispetto al decennio precedente.
Le domande presentate da aziende cinesi nel periodo considerato hanno rappresentato oltre il 38% del totale mondiale, di gran lunga la quota più elevata, con un numero di domande decuplicato rispetto al decennio precedente.
Gli Stati Uniti si sono classificati al secondo posto, con una quota del 17%, seguiti dalla Corea del Sud con il 9% e dal Giappone con l’8%.
Le aziende cinesi hanno dominato anche a livello aziendale, occupando otto delle prime dieci posizioni per numero di domande di brevetto nel settore fintech. La Industrial and Commercial Bank of China ha guidato la classifica globale, seguita dalla Bank of China, dalla China Construction Bank e da Tencent, tra gli altri operatori presenti nella top 10.
L’indagine ha rilevato che il vantaggio della Cina va oltre il semplice volume: il Paese è risultato in testa anche per qualità dei brevetti, misurata in base ai punteggi di valore e competitività, con Stati Uniti e Giappone rispettivamente al secondo e al terzo posto.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
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