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Un popolo solidale e generoso, una società civile pronta a scattare così, pazienza per la retorica, l’Italia fa la sua parte nei giorni tragici dell’invasione dell’Ucraina. Raccolte spontanee di maglioni, coperte, alimenti sono state avviate all’indomani dello scoppio della guerra e decine di tir sono partiti per le zone del conflitto, ora il nuovo fenomeno testimoniato su Facebook, gruppi Whatsapp è quello dell’ospitalità: chi ha un alloggio, una stanza mette a disposizione per i profughi che neppure conosce. Leggere sui social quei messaggi riempie il cuore e riesce a farci trovare una dimensione umana alla brutalità della guerra. L’economista di politiche sociali dell’emergenza Valentina Barca spiega poi come è meglio ora anzichè inviare un cappotto donare soldi, alle organizzazioni che gestiscono l’accoglienza o direttamente agli ucraini.
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