PALERMO (ITALPRESS) – Giovanni Brusca è libero. Per l’uomo che azionò il telecomando che innescò l’esplosione della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del 1992, sono trascorsi i 4 anni di libertà vigilata impostigli dalla magistratura di sorveglianza.
Era l’ultimo debito da scontare per l’ex boss mafioso, oggi collaboratore di giustizia, accusato di altre decine di omicidi, oltre che di essere il mandante dell’omicidio del piccolo Giuseppe di Matteo, il cui cadavere fu sciolto nell’acido.
– foto IPA Agency –
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