PALERMO (ITALPRESS) – Un investimento di 51 milioni per 21 opere in nome di una riqualificazione che si auspica possa essere non solo infrastrutturale, ma anche culturale: il quartiere Zen è tra le tappe principali del Masterplan messo in campo dal Comune di Palermo, con l’obiettivo di restituire qualità urbana, coesione sociale e nuove opportunità di crescita alla comunità. La presentazione del piano di interventi, sostenuti anche da fondi regionali, si è svolta nella chiesa di San Filippo Neri dopo una riunione della giunta comunale: all’evento hanno partecipato tra gli altri il sindaco Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò; presenti in platea rappresentanti delle istituzioni e del territorio, associazioni e realtà del terzo settore.
Il Masterplan si inserisce in una più ampia cornice di rigenerazione urbana che integra opere pubbliche, servizi, istruzione, inclusione sociale e sicurezza: si punta a trasformare il quartiere in un modello di cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile. Gli interventi previsti riguardano la scuola Sciascia (materna, elementare e plesso De Gobbis), la scuola materna di via Patti, l’asilo nido di via Sandro Pertini, l’asilo nido di via Besta, l’asilo nido di viale Lanza di Scalea, piazza Primo Carnera, un murale digitale luminoso, il Baglio Mercadante, il playground ‘sport illumina’ piazza Gino Zappa, il Palazzetto dello Sport, il campo sportivo Andrea Parisi, il campo sportivo Sciascia e la strada comunale via De Gobbis, l’impianto sportivo baseball (o Diamante), il completamento della Cittadella dello Sport, il Velodromo Paolo Borsellino, la piscina di Fondo Raffo, il sistema tram – tratta E2, la manutenzione di strade e marciapiedi, l’efficientamento di impianti di illuminazione pubblica.
“È una giornata importante, che dimostra come la saldatura delle istituzioni riesce a dare risposte – sottolinea Schifani – Parlo della sinergia tra Regione, Comune e associazioni. Dobbiamo fare sistema e stanziare finanziamenti: le somme pubbliche sono essenziali e strategiche perché determinati territori dove prolifera la delinquenza organizzata vengano risanati e bonificati, con buona pace di delinquenti lontani da queste aree. Bisogna portare la normalità allo Zen, ovvero infrastrutture e vivibilità come in altre parti della città di Palermo. Di questo necessità quest’area, ovvero strade, piazze, normalità e momenti di confronto: questo regime di vita educa al rispetto della legalità e delle regole”. L’area, aggiunge il governatore regionale, “è partita con il piede sbagliato per colpa di chi non ha completato ciò che andava completato: ci sono stati episodi che ci hanno spinto a venire qui. Con il sindaco abbiamo messo la massima disponibilità finanziaria: esserci è un nostro dovere, perché in un contesto che soffre presenze delinquenziali e immorali occorre una socialità e un’infrastrutturazione con luoghi normali e ambienti normali. Dobbiamo restituire ai nostri concittadini il diritto di avere una quotidianità senza illegalità diffusa a causa di una presunta assenza dello Stato: bisogna lavorare per sottrarre i giovani dalla strada e farli andare ad esempio in palestra, con l’apposito bonus voluto dalla Regione. Vogliamo inoltre restituire ai cittadini beni stupendi, per i quali al momento della chiusura chi governava ebbe a dire ‘alleluja’: io invece dico ‘evviva’ quando riapro, come ho fatto per Castell’Utveggio. Dobbiamo liberare quest’area dalla delinquenza senza se e senza ma: come Regione continueremo a essere vigili e manterremo l’ottima sinergia con il Comune, dobbiamo fare squadra per essere da esempio per altre parti del paese che a volte ci hanno deriso e a volte dimenticato”.
Senza la sinergia tra Comune e Regione, spiega Lagalla, “molte cose non avrebbero potuto essere fatte o sarebbero rimaste solo nell’anticamera dei sogni. Palermo è la città delle contraddizioni, dove si registrano grandi eccellenze e antiche nefandezze: abbiamo cercato di modificare questa verità attraverso il cambiamento. La riqualificazione delle infrastrutture offre una motivazione forte di possibile crescita economica e sociale: sullo Zen siamo partiti da questo salone ed è qui che abbiamo voluto invitare il presidente della Regione e i rappresentanti dello Stato. Siamo partiti sei mesi fa, quando eventi drammatici ci hanno richiamato a essere più insistenti: quando le cose si fanno insieme è meglio, ma se siamo soli si cerca di fare ciò che si può. Questo Masterplan non è il libro dei sogni, ma una serie di progetti già in esecuzione, in fase di progettazione o da progettare. Non possiamo limitarci a una rigenerazione urbanistica senza una rigenerazione sociale culturale ed economica del territorio: in questo la scuola ha un ruolo assolutamente centrale, potenziare ulteriormente la fidelizzazione dei ragazzi alla scuola e all’arte costituisce un fatto fondamentale. Le società partecipate sono spesso croce e delizia di questa città e oggetto quotidiano delle lamentele dei cittadini: la sicurezza deve riguardare ogni angolo di questa città e con Amat stiamo facendo un lavoro speciale per ricucire la presenza del trasporto pubblico all’interno di questo quartiere, in prospettiva dell’arrivo del tram; dobbiamo immaginare uno Zen ancora più permeabile, aperto e funzionale”. Al centro di tutto, secondo il sindaco, c’è “il cittadino, nell’azione delle politiche pubbliche e nella risposta da parte della comunità. Bisogna procedere secondo un sistema duale: riqualificazione dei luoghi, per dare senso e dignità fisica alle realtà esistenti; azione responsabile sulla cittadinanza, per far comprendere che non bisogna aspettare l’intervento della mano pubblica o comunque devono anch’essi tendere la mano in termini di doveri e protezione del territorio. Per la piazza dello Zen abbiamo approvato il progetto esecutivo, siamo nella fase di validazione e riteniamo di poter affidare entro l’anno i lavori, che potranno cominciare al massimo a inizio 2027: finalmente rioccupiamo un luogo che è stato ricettacolo di immondizia e degrado per farne l’agorà di questo quartiere”.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
(ITALPRESS).
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