Progetto Solaris: nel giornalismo, contro i deepfake serve il “fattore umano”


ANSA – di Alessio Jacona.

Puntata speciale di Fabbrica della Realtà: in questo episodio parliamo di intelligenza artificiale, ma anche un po’ di noi, di cosa significhi fare giornalismo nell’era dell’AI generativa e dell’infodemia. Innanzitutto vi raccontiamo cos’è Solaris, il progetto europeo triennale appena concluso e nato per studiare l’impatto dei Deepfake (i contenuti falsi ma verosimili generati con l’intelligenza artificiale) sull’informazione, sulla comunicazione politica e sull’opinione pubblica. Quindi analizzeremo quale ruolo abbia svolto l’Agenzia ANSA in qualità di partner del progetto. 

Insieme a Tommaso Tonello, research assistant SOLARIS project, e ai giornalisti dell’ANSA Stefano Polli, Alessio Taralletto e Stefano Intreccialagli, raccontiamo infatti un esperimento inedito condotto proprio in redazione per rispondere a una domanda precisa: come reagisce la nostra agenzia stampa (e più in generale una testata giornalistica) di fronte a video manipolati creati ad arte con l’AI? La risposta, come vedremo, è incoraggiante perché proprio dal case study che ha preso vita a Via Della Dataria emerge una visione positiva: prima dei tool AI per individuare i deepfake, e prima di qualsiasi filtro tecnologico, a fermare l’avanzata dell’inganno digitale è il "fattore umano", cioè l’esperienza del giornalista sommata a sensibilità e conoscenze che si rafforzano applicando le tradizionali regole del giornalismo (verifica e confronto delle fonti, analisi dello storico, contestualizzazione), di fatto restando ancora oggi l’argine più sicuro contro la disinformazione “aumentata” dall’AI. Ascoltare per credere.

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Redazione

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