Stroncato un traffico internazionale di droga tra Italia e Spagna, 12 arresti / Video

CATANIA (ITALPRESS) – Un’organizzazione formata da almeno 18 trafficanti internazionali di sostanze stupefacenti è stata sgominata all’alba di oggi in Italia e in Spagna nel corso di una operazione antidroga transnazionale, che in varie riprese ha portato al sequestro di 1.718 chili di droga, tra hashish e marijuana. Dodici persone sono state arrestate. La sostanza stupefacente serviva per rifornire le piazze della Sicilia orientale. Il blitz, condotto dal comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania e dalla Policia de Barcellona, ha portato al sequestro di beni e attività economico-finanziarie per un valore non inferiore a un milione di euro. L’operazione, nome in codice Farfalla, è stata sviluppata sotto l’egida della Dda di Catania e dal Tribunale numero 7 della Sezione di indagine civile e preliminare di primo grado di Sant Feliu de Llobregat, con il coordinamento dell’Agenzia Eurojust dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale de L’Aja e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di Roma, nonché con il supporto dell’Europol, l’Agenzia dell’Ue per la cooperazione nell’attività di contrasto della Direzione centrale servizi antidroga. I finanzieri del comando Provinciale di Catania e del Servizio centrale investigazione criminalità Organizzata, nonché gli agenti della Direcciòn general de la Policìa del Cuerpo Nacional de Barcellona – Unidad de Droga y Crimen Organizado e Unidad de Delincuencia Económica y Fiscal hanno proceduto, in esecuzione di due provvedimenti di applicazione di misure cautelari personali e reali emessi, su richiesta della Procura etnea, dal gip del Tribunale etneo e di interventi di iniziativa convalidati dall’autorità giudiziaria spagnola, arrestando 12 persone, dei quali 6 in territorio italiano, condotti agli arresti domiciliari e altri 6 in territorio iberico, per i quali è stato confermato il carcere. Per altri 2 soggetti è stato stabilito il divieto di espatrio unito all’obbligo di presentazione all’autorità di polizia giudiziaria per gli altri 4 soggetti. Tulle le persone coinvolte risultano indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale organizzato di sostanze stupefacenti, con l’aggravante per il promotore della disponibilità di armi, per detenzione e spaccio di droga e riciclaggio. In Spagna e in Italia sono stati sequestrati beni mobili, immobili, attività finanziarie e contanti per un valore non inferiore a un milione di euro, tra cui una villa di pregio sita in un quartiere residenziale di Barcellona e cinque tra auto e moto.

In maniera coordinata e contestuale, con l’ausilio dei finanzieri del Primo Gruppo di Catania, delle Compagnie di Acireale, Riposto e Paternò e delle unità cinofile etnee della Compagnia antiterrorismo e pronto impiego (ottanta unità), nonché di ulteriori unità della polizia spagnola (sessantacinque agenti spagnoli), sono state eseguite molteplici perquisizioni in provincia di Catania e a Barcellona, che hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 1.670 piante di cannabis, materiali e strutture per tre piantagioni “indoor” dello stupefacente e oltre 40 mila euro di denaro contante. L’attività riguarda il completamento delle investigazioni svolte dalle Fiamme gialle del Nucleo Pef di Catania-Gico, in co-delega con lo Scico e dagli agenti della Policia nacional catalana che, nell’ambito di una Squadra investigativa comune Italia-Spagna costituita all’interno di Eurojust, hanno consentito di delineare, su base indiziaria, l’esistenza di un sodalizio criminale strutturato, operante stabilmente tra l’Italia e la Spagna, con epicentro operativo nella provincia di Catania, sgominando un traffico transnazionale di stupefacenti e il successivo spaccio di narcotico del tipo marijuana e hashish, prodotto o approvvigionato nella penisola iberica. Al vertice dell’organizzazione gli inquirenti e gli investigatori collocano, quale promotore, organizzatore e finanziatore, un catanese di quarantasette anni, trasferitosi a Barcellona L’indagato, con l’aiuto di persone di fiducia o al suo servizio in territorio nazionale e iberico, avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità che l’approvvigionamento dello stupefacente da fornitori terzi, organizzando inoltre i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per il rifornimento delle piazze di spaccio della Sicilia orientale. Di recente sottoposto ad arresto in flagranza in Spagna per possesso di marijuana e destinatario della misura del divieto di espatrio, il promotore del sodalizio è stato individuato e arrestato a Catania dove si era clandestinamente recato qualche giorno fa, non sapendo di essere costantemente monitorato. Nell’ambito della compagine criminale anche la compagna del catanese emigrato in Spagna, anche lei siciliana, avrebbe ricoperto un ruolo strategico all’interno dell’organizzazione occupandosi delle fasi preparatorie della spedizione e lavorazione della sostanza stupefacente, con mansioni di conta e valutazione dei quantitativi, di controllo dell’aspetto del prodotto nonché di gestione degli ambienti di coltivazione (sistemi di irrigazione, trattamenti antiparassitari). La coppia catanese, anche per questo motivo, risulta indagata per riciclaggio di denaro. Altri tre appartenenti al sodalizio, due fratelli di cinquantaquattro anni il maggiore e cinquantatre anni il minore, insieme ad un e un quarantottenne, tutti di Catania, avrebbero trasportato denaro contante dall’Italia in Spagna, frutto della commercializzazione dello stupefacente nella provincia etnea, coadiuvando anche i soggetti dediti alla gestione delle piantagioni indoor di stupefacente. Uno di questi si sarebbe occupato inoltre della cessione nel territorio etneo dello stupefacente, provvedendo unitamente al fratello, all’occultamento del narcotico riconducibile al gruppo criminale in un immobile nella loro disponibilità a Belpasso (Catania). Il terzo soggetto, inoltre, è accusato di avere contribuito anche a finanziare l’attività criminale del gruppo, collaborando inoltre con altri membri del sodalizio per la riscossione del denaro per conto dell’associazione, detenendo insieme a un quarto affiliato di trentacinque anni, la cosiddetta ‘bacinella’, la cassa comune, occupandosi con quest’ultimo di elargire i compensi agli appartenenti al sodalizio criminale. L’indagine ha inoltre consentito di individuare alcuni “fiancheggiatori” per la gestione delle piantagioni, per la logistica e per il trasporto del narcotico dalla Spagna all’Italia. In particolare, quattro cittadini spagnoli sarebbero stati quotidianamente impiegati nelle coltivazioni indoor di canapa in territorio iberico, alternandosi tra loro e ricevendo sistematicamente dal promotore il compenso per il proprio contributo all’associazione delinquenziale, mentre un ulteriore soggetto catanese di cinquanta anni, pur non inserito organicamente nell’associazione, si sarebbe adoperato in talune occasioni per la gestione del trasporto di ingenti partite di droga attraverso una società a lui riconducibile, attiva nel commercio internazionale di generi alimentari e risolvere le problematiche collegata a tale attività criminale.

Nel corso delle indagini, sulla base del quadro indiziario acquisito, in più fasi, sia in Italia che in Spagna, inquirenti e investigatori hanno portato all’arresto in flagranza di tredici soggetti (dieci in territorio nazionale e tre in quello iberico), per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti giungendo al sequestro di oltre 900 chili tra hashish e marijuana, in una piantagione di canapa indiana a Mascali (Catania) e di alcune armi (due fucili e due pistole). Tra questi, si segnalano, in particolare, i sequestri effettuati nell’ambito della Squadra investigativa comune, che operando in Spagna ha consentito alla Policia nacional di Barcellona, di intercettare un carico di circa 179 chili di marijuana e 156 chili di hashish, con contestuale arresto di tre indiziati in flagranza e in Italia, nei pressi delle Isole Eolie, i finanzieri del Nucleo Pef di Catania e dello Scico hanno intercettato, con la collaborazione del Comando operativo aeronavale e del Reparto operativo di Palermo, un carico di droga pari a 150 chili di marijuana, rinvenuti a bordo di un natante proveniente da Barcellona e diretto verso le coste siciliane, con contestuale arresto in flagranza di reato di due soggetti uno di nazionalità spagnola e uno di origine colombiana. È stato anche possibile ricondurre alla compagine criminale un ulteriore carico di 273 chili di marijuana e hashish sequestrato dal Gruppo di Civitavecchia della Guardia di finanza nel corso degli ordinari controlli effettuati presso il locale scalo portuale e una partita di 60 chili di hashish e marijuana ricevuta da alcuni membri del sodalizio nella provincia di Catania. In tale contesto e sulla base dei sequestri eseguiti, è stato possibile documentare l’evoluzione nel tempo dei metodi di occultamento dello stupefacente: in una prima fase, il trasporto sarebbe avvenuto su “gomma”, nascondendo il narcotico all’interno di bancali di frutta e verdura caricati su autocarri diretti a Catania dopo la tratta di mare Barcellona-Civitavecchia (Roma); successivamente, le partite di droga sarebbero state occultate all’interno di grossi sacchi di mangime per animali domestici attraverso un complicato sistema di apertura e richiusura a caldo delle sacche, in modo da rendere difficoltosa l’individuazione della droga in caso di controlli di polizia. In ultimo, il gruppo criminale avrebbe diversificato ulteriormente il trasporto verso l’Italia, utilizzando anche rotte marittime. Sono stati infine sviluppati specifici accertamenti economico-patrimoniali congiunti in Italia e Spagna nei confronti dei soggetti di maggiore spessore dell’organizzazione criminale allo scopo di ricostruire i patrimoni illecitamente accumulati nei due Stati, oggetto di sequestro.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Redazione

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