PALERMO (ITALPRESS) – Un progetto che porta l’Università all’interno di vari quartieri con l’obiettivo di indirizzare il percorso di studi di chi frequenta le scuole, sia primarie che secondarie: è lo Zen la prima tappa di Ricuciamo Palermo, con un incontro che si è tenuto presso l’istituto comprensivo Giovanni Falcone alla presenza di istituzioni, studenti, insegnanti e residenti. Obiettivo del progetto è azzerare la distanza tra centro e periferia, portando didattica e terza missione in contesti contraddistinti da una certa fragilità. Due i momenti clou dell’appuntamento: il primo è la presentazione del corso di laurea magistrale in Politiche pubbliche, a cura del dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali; il secondo è la stipula di un protocollo con gli istituti comprensivi Falcone e Leonardo Sciascia, per fissare una collaborazione continuativa tra l’ateneo e le scuole del territorio ma anche un percorso comune di contrasto alla dispersione scolastica e costruzione di nuove opportunità. Accanto a tutto ciò, sono stati presentati gli interventi di orientamento di prossimità a cura del Centro di orientamento e tutorato (Cot) e il Sistema museale di ateneo, con iniziative dedicate che coinvolgeranno luoghi simbolo come l’Orto botanico e il Museo dei Motori.
“Questo è un ulteriore passo avanti nel concetto di Università diffusa che portiamo avanti da qualche anno – sottolinea il rettore Massimo Midiri, – L’obiettivo è dare un punto di riferimento a tutta la popolazione dello Zen, soprattutto quella più giovane, per fargli capire che l’ateneo è un motore di crescita, sviluppo e socializzazione. Mettere una componente universitaria all’interno di una scuola media potrebbe essere un controsenso, ma non lo è se pensiamo che bisogna iniziare a dare certi messaggi in un’età molto precoce. Questi ragazzi parteciperanno a una serie di attività che l’ateneo ha in campo, a livello sia culturale che di laboratori, che auspichiamo possano creare una confidenza con il sistema universitario e dopo qualche anno tradursi in una scelta: vogliamo creare una sorta di alleanza con il Comune di Palermo per aiutare un quartiere non difficile, ma fragile”. Proprio nel concetto di fragilità, secondo Midiri, “mettiamo al primo posto il prendersi cura di queste famiglie, che credo possano vedere questa come una chance assolutamente positiva: l’obiettivo è creare un futuro chiaro e delineato, perché oggi Palermo merita una rinascita anche di un sentimento collettivo, che probabilmente in questi ultimi anni si è un po’ perso. Partiremo non appena saremo riusciti a mettere a posto gli ambienti di questa scuola: è questione davvero di poche settimane, spero che entro l’estate saranno completamente efficienti ma inizieremo fin da subito con attività di engagement della popolazione”.
Per Fabrizio Ferrandelli, assessore comunale alle Politiche giovanili, “il fatto che l’Università metta qualcosa a disposizione del territorio decidendo di contaminarsi è un messaggio che riempie il cuore e chiama il Comune a ulteriori responsabilità: è un progetto senza precedenti e non potremo che aggiungere ulteriori tasselli positivi. La nostra città ha bisogno di una presenza costante e quotidiana delle istituzioni: il Comune racconterà in seguito questa storia con dati statistici a supporto di quest’iniziativa”. Alla stipula dei protocolli di intesa hanno preso parte i dirigenti scolastici delle scuole Falcone e Sciascia, rispettivamente Massimo Valentino e Stefania Cocuzza. “Questo è un segnale molto importante per lo Zen – afferma il primo, – La presenza dell’Università offrirà grandi opportunità ai nostri ragazzi, soprattutto per conoscere la realtà dell’ateneo e dare loro nuove speranze. Il fatto che qui venga aperto qui un centro di erogazione di servizi in chiave di orientamento è un gran segnale, perché questa è un’ottima opportunità per fare in modo che i ragazzi sappiano che oltre i percorsi di studio che già conoscono possono accedere all’Università. Speriamo che un simile appuntamento venga accolto positivamente: credo che questo possa essere un motivo di orgoglio per noi, dobbiamo ribaltare lo stereotipo di un quartiere conosciuto solo per il malaffare e problemi di cronaca per episodi spiacevoli”.
Per Fabrizio Ferrandelli, assessore comunale alle Politiche giovanili, “il fatto che l’Università metta qualcosa a disposizione del territorio decidendo di contaminarsi è un messaggio che riempie il cuore e chiama il Comune a ulteriori responsabilità: è un progetto senza precedenti e non potremo che aggiungere ulteriori tasselli positivi. La nostra città ha bisogno di una presenza costante e quotidiana delle istituzioni: il Comune racconterà in seguito questa storia con dati statistici a supporto di quest’iniziativa”. Alla stipula dei protocolli di intesa hanno preso parte i dirigenti scolastici delle scuole Falcone e Sciascia, rispettivamente Massimo Valentino e Stefania Cocuzza. “Questo è un segnale molto importante per lo Zen – afferma il primo, – La presenza dell’Università offrirà grandi opportunità ai nostri ragazzi, soprattutto per conoscere la realtà dell’ateneo e dare loro nuove speranze. Il fatto che qui venga aperto qui un centro di erogazione di servizi in chiave di orientamento è un gran segnale, perché questa è un’ottima opportunità per fare in modo che i ragazzi sappiano che oltre i percorsi di studio che già conoscono possono accedere all’Università. Speriamo che un simile appuntamento venga accolto positivamente: credo che questo possa essere un motivo di orgoglio per noi, dobbiamo ribaltare lo stereotipo di un quartiere conosciuto solo per il malaffare e problemi di cronaca per episodi spiacevoli”.
Secondo Cocuzza il principale obiettivo del protocollo è “portare anche all’interno dello Zen la speranza e la possibilità di realizzarsi dal punto di vista sociale: il tema non è solo lo sviluppo territoriale, ma anche una crescita in termini di innovazione sociale, in chiave sia educativa che culturale. Il messaggio che vogliamo riportare ai nostri studenti, grazie all’alleanza con l’Università, è che bisogna credere nelle proprie possibilità e non a una scelta a caso: riscoprire in sé possibilità e inclinazioni e coltivarle è sicuramente la chiave del successo per una realizzazione professionale e sociale. Quello che vogliamo, in particolare, è far capire ai nostri ragazzi che l’appartenenza sociale non condiziona in maniera definitiva il progresso di un individuo: costruire possibilità di crescita intorno alle difficoltà è il messaggio che vogliamo veicolare, perché non si tratta di un privilegio per pochi bensì di un diritto di tutti”.
– foto xd8/Italpress –
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