Un’enorme scia di colore marrone, è stata avvistata nel lago del Pertusillo e ritratta nelle decine di foto che hanno iniziato a diffondersi su facebook. Si teme un nuovo allarme sanitario: la dispersione di idrocarburi nel fondale e la contaminazione delle falde acquifere sono state già oggetto di denunce in passato. Eni è di nuovo sospettata di essere i protagonisti della terza infiltrazione nelle acque dell’invaso del Pertusillo, il lago artificiale che dà da bere ai lucani e anche ai pugliesi.
Preoccupa la coincidenza con il sequestro di un pozzetto nell’area industriale di Viggiano voluto dall’autorità giudiziaria il 3 febbraio scorso. Dal canto suo, Eni ha fatto sapere di aver accertato il punto di origine di fuoriuscita dio idrocarburi. Si tratta di uno dei serbatoi di stoccaggio del greggio stabilizzato. Per fortuna le verifiche condotte sugli altri 2 serbatoi non hanno riscontrato anomalie.
Il colosso petrolifero ha prodotto oggi una nota in cui “conferma che non è stata riscontrata presenza di idrocarburi a valle dei 9 sondaggi effettuati nei pressi dei pozzetti lungo l’asta dell’impianto consortile ASI al di fuori del perimetro del Centro Olio Val d’Agri (COVA)”. Informa inoltre di avere in corso di esecuzione ulteriori sondaggi esterni all’impianto in direzione est-ovest nell’area industriale di Viggiano al fine di accertare “e, nel caso, perimetrare in modo preciso l’eventuale presenza di idrocarburi”. Eni sottolinea che continuano le attività di messa in sicurezza delle aree interne ed esterne al COVA in un clima di proficua collaborazione con l’Ufficio della Procura, con il Noe di Potenza e tutti gli altri organi investigativi.
Source: lanuovaecologia.it
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