CATANIA (ITALPRESS) – “Sono stati momenti terribili, ma ci sono stati anche momenti di dolcezza. Dolcezza che ti riporta ad un equilibrio mentale, religioso, filosofico. C’è stata una ragazzina di 15 anni che si è privata della sua zuppa per darla a me e che ogni giorno diminuiva il suo pasto per darlo a me”. Così, visibilmente commosso, Vanni Calì, l’ingegnere italiano rapito a Haiti, che ha incontrato la stampa a Palazzo degli Elefanti, sede del Comune di Catania, invitato dal sindaco Salvo Pogliese.
“Tutto questo mi ha gratificato – ha aggiunto – c’erano anche dei carcerieri più gentili di altri che, anzichè legarmi le mani strette, mi lasciavano la possibilità di girarle per assumere delle posizioni più semplici…”.
E poi Calì ha continuato: “Anche loro hanno un pò di umanità, nonostante sia un popolo violento. Purtroppo per loro ero la rivincita sulla storia – ha aggiunto – loro prima erano schiavi dei bianchi e adesso avevano un bianco schiavo. Agli altri davano la zuppa, a me no. Perchè volevano che io pietissi. Io avevo bisogno di mangiare e di bere. Però per loro era una rivincita. Perchè il razzismo non è soltanto del bianco contro il nero, si sappia. Ci sono anche grossi razzismi contro del nero verso il bianco e purtroppo ne sono stato testimone”.
(ITALPRESS).
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