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I genitori di Saman hanno ucciso la figlia, ma non ne hanno nascosto il cadavere. Lo zio è responsabile di entrambi i reati, i due cugini di nessuno. Non c’è stato sequestro di persona, né premeditazione: quello di Saman non è stato un delitto pianificato da tutta la famiglia.
E’ un quadro ridimensionato, quello che emerge dalla sentenza della Corte di assise di Reggio Emilia nel processo sull’omicidio della 18enne pachistana di Novellara che voleva vivere da ragazza italiana.
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