E’ un modo per tenerle occupate, farle sentire utili e insegnargli qualcosa. Lezioni offerte da un’organizzazione di volontari e tenute da artiste e poetesse locali, che usano anche materiali poveri, come le patate.
Brumilda Mustafa Guda: “E’ importante stimolare le ragazze – spiega la maestra-artista – insegnamo le tecniche con cui un tempo si facevano le bambole, e realizzandole si sentono contente, risvegliamo il loro essere bambine”. “E’ come una terapia – dice – qui usiamo la poesia e la scultura per invitarle a esprimere ciò che hanno dentro”. Ed effettivamente la terapia funziona. “Quando creiamo qualcosa – dice Imam, rifugiata siriana – sento che posso dimenticarmi di tutto e smetto di pensare alla situazione difficile che viviamo, mi sento più tranquilla e rilassata facendo qualcosa di nuovo”.
Non solo lezioni artistiche, si organizzano anche corsi di lingua greca, a cui partecipano uomini e donne, per stimolare l’integrazione dei migranti che un domani, se rimanessero in Grecia, avrebbero una chanche in più di rendersi autonomi e trovare un lavoro.
Source: www.ilfogliettone.it
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