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Essere Jennifer Lawrence

Essere Jennifer Lawrence
1 giugno 2018

Se penso a un’attrice giovane, bella e talentuosa (insomma, tutto quello che vorrei essere), il primo nome che mi viene il mente è il suo. Perché la ragazza sembra avercele davvero tutte: è bella, di una bellezza versatile e magnetica; è brava, capace di alternare ruoli drammatici a quelli comici, con estrema facilità. Ma soprattutto è naturalmente simpatica: ha un alter ego da ubriaca che chiama Gail, scherza in qualunque occasione (ufficiale e non) ed è spontanea – qualità più che rara, soprattutto nello show biz. Per di più, ha avuto la fortuna di incontrare un collega con cui stringere un sodalizio artistico che ci fa pensare ad altre grandi coppie del grande schermo (a partire da Kate e Leo): lui è Bradley Cooper e lei è la mitica Jennifer Lawrence.

Jennifer Shrader Lawrence nasce il 15 agosto 1990 a Louisville, dove trascorre un’infanzia tranquilla assieme ai fratelli maggiori Ben e Blaine e ai genitori. Appassionata di teatro sin da piccola, il suo ingresso nel mondo dello spettacolo è stato tra i più classici: viene scoperta da un fotografo mentre cammina a Union Square, a New York, e nel giro di poco tempo viene contattata da un’agenzia di moda, grazie a cui comincia a lavorare come modella e con cui gira le prime pubblicità – come quella del programma My Sweet Sixteen, di Mtv.

Come ha raccontato nel suo discorso di accettazione del premio come migliore attrice ai Sag Awards, grazie a quello spot Jennifer diventa un’attrice professionista; comincia a lavorare in diverse serie televisive e dopo qualche provino andato male (poteva essere la Bella Swan della saga di Twilight) fa il suo debutto nel 2010 sul grande schermo con il suo ruolo in Un gelido inverno, che le vale la sua prima candidatura agli Oscar come miglior attrice protagonista. Da questo momento in poi la sua carriera è ufficialmente in ascesa, ma non priva di incertezze: si dice che abbia impiegato tre giorni ad accettare il ruolo di Katniss Everdeen del film Hunger Games, perché non si sentiva adatta a essere la star di un vero e proprio blockbuster. Ma possiamo dire che è stata più che all’altezza.

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Forte, fragile e sensuale, Jennifer conquista ancora una volta il grande pubblico con un altro successo commerciale, ma con il film successivo cambia completamente genere, approdando a una commedia che le farà guadagnare l’ambito premio Oscar, nel 2013. Il film è Il lato positivo – Silver Linings Playbook al fianco di Bradley Cooper e Robert De Niro e il suo ruolo è quello della giovane vedova Tiffany, una ragazza a cui a cui Jennifer regala una vasta gamma di sfaccettature: è simpatica, sciatta, sexy, intensa, gentile, volgare, bugiarda, fredda e appassionata. Impossibile non rimanerne incantati.

E così è un po’ anche Jennifer: una diva dalla carriera straordinaria, che inciampa mentre ritira l’Oscar e si sconvolge quando, dietro le quinte, Jack Nicholson la saluta e si complimenta con lei per il premio ricevuto. Insomma, per quanto abbia un’immagine sicuramente glamour grazie agli incredibili outfit che indossa nelle cerimonie ufficiali, rimane sempre una ragazza con i piedi per terra, autoironica, che ama fare photobomb nelle foto delle colleghe.

Personalmente, uno dei ruoli in cui l’ho amata di più è stato nel film American Hustle (che vale la pena vedere anche solo per la colonna sonora di alto livello) in cui si vede Jennifer al fianco di Amy Adams, Christian Bale e Bradley Cooper, partner ormai collaudato della nuova coppia d’oro del grande schermo, Lawrence-Cooper.

Jennifer è un’attrice spiritosa e dalla battuta pronta, ma quando fa sul serio, non c’è da scherzare. Le sue interpretazioni vengono osannate dalle critica – tra le ultime quella in Madre! di Darren Aronofsky e in Joy, film che le frutta la sua quarta nomination agli Oscar – e fuori dal set non ha paura di prendere posizione. Si è schierata a favore delle donne che hanno denunciato il produttore Harvey Weinstein (con cui ha lavorato più volte) dichiarando alla rivista Variety di non aver mai saputo del suo comportamento, ma di essere al fianco di tutte le attrici che hanno denunciato le loro esperienze:

Ero profondamente turbata nel sentire le notizie sul comportamento di Harvey Weinstein. Ho lavorato con Harvey cinque anni fa e personalmente non ho sperimentato nessuna forma di molestia, né sapevo nulla di questi atteggiamenti. Questo genere di abuso è imperdonabile e assolutamente sconvolgente. Il mio cuore è per tutte quelle donne colpite da queste azioni disgustose. E voglio ringraziarle per il loro coraggio nel farsi avanti.

Inoltre, ha raccontato di non aver mai subito forme di violenza nel suo percorso artistico se non quando, nel 2014, un hacker ha trafugato diverse sue foto personali che la ritraevano nuda, mettendole in rete. Ad Hollywood Reporter ha detto di essere stata profondamente scossa da quell’evento:

Quando quella cosa dell’hacking è successa è stata così violenta da non riuscire nemmeno a esprimerlo. Credo che lo stia ancora elaborando. Mi sono sentita come se fossi stata a letto con l’intero pianeta. Non c’è nessuno che non possa vedere quelle foto. Potrei essere a un barbecue e una persona qualunque potrebbe metterle sul suo telefono.

Questo trauma l’ha portata a scegliere di non denunciare l’accaduto – come hanno fatto tanti altri colleghi – per cercare di buttarsi questa terribile esperienza alle spalle, il più in fretta possibile.

Molte donne sono state colpite e molte di loro mi hanno contattato per aver citato in giudizio Apple o aver fatto causa ad altri, ma niente di tutto questo mi avrebbe davvero restituito la pace, niente di tutto ciò mi avrebbe riportato indietro il mio corpo nudo.

Ma Jennifer ha continuato a parlare dell’accaduto, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla violazione della privacy e ha dimostrato di essere la donna combattiva e sensibile che vediamo sul grande schermo. Tra photo bomb epici, interpretazioni memorabili e il coraggio di parlare di tematiche importanti, Jennifer è senz’altro una donna che lascia il segno e che promuove un bel modo di essere femminile, spontaneo e non competitivo – specialmente con le colleghe, per cui ha sempre parole di stima e affetto. E quando l’hanno criticata per essersi mostrata troppo sexy alla presentazione del film Red Sparrow, non ha avuto paura di dire la sua e dare una bella lezione a tutti con queste parole: 

Wow. Non so davvero da dove iniziare per quel che riguarda questa polemica “Jennifer Lawrence che indossa un abito scollato nella fredda Londra”. Non è solo ridicolo, ma mi offende moltissimo. Il vestito di Versace era favoloso: perché avrei dovuto coprire quella meraviglia con un cappotto e una sciarpa? Sono stata all’aperto solo cinque minuti e per quell’abito avrei affrontato anche la neve perché amo la moda. Questo è sessista, questo è ridicolo, questo non è femminismo. Esagerare su tutto ciò che qualcuno dice o fa, creare polemiche su sciocchezze innocue come quello che scelgo di indossare o non indossare, non ci fa andare avanti. Bensì ci distrae da ciò che è davvero importante. Datevi una regolata: tutto ciò che indosso è una mia scelta. E se decido di aver freddo, è sempre una scelta mia.

Che dire: Jennifer Lawrence, una di noi.

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Source: freedamedia.it

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