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La distimia: il peso continuo della tristezza

La distimia: il peso continuo della tristezza
27 luglio 2017

A volte capita a tutti di sentirsi giù di morale. È normale, ogni tanto, essere tristi. Sono momenti, molte volte necessari per reagire e cercare di migliorare la nostra vita o per superare eventi sgradevoli.

Adesso immaginate che questo stato d’animo negativo vi accompagni di continuo ormai da più di due anni. Non è difficile immaginare il malessere che può provare una persona in queste condizioni. È quanto succede in caso di distimia… continuate a leggere per saperne di più!

“Sono molto triste e mi sento più sfortunato di quanto possa dire, e non so dove sono giunto… Non so cosa fare né cosa pensare, ma desidero con veemenza lasciare questo posto…provo tanta malinconia”

-Vincent Van Gogh-

Cos’è la distimia?

Si parla di distimia quando una persona si trova in uno stato d’animo depressivo per almeno due anni. L’osservazione di tale condizione può essere realizzata da chi ne soffre e da chi circonda la persona.

Anche se possono sembrare simili, la distimia e la depressione non sono uguali.

In caso di distimia, durante gli ultimi due anni di vita la persona non ha passato un periodo superiore ai due mesi nei quali non abbia presentato, quanto meno, due dei seguenti sintomi: perdita o aumento dell’appetito, insonnia o ipersonnia, mancanza di energie o fatica, bassa autostima, difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni, sentimenti di disperazione.

Tuttavia, le persone affette da distimia talora non presentano tutti questi sintomi oppure non sono così intensi come in un quadro depressivo. Vi è un altro problema, però: è altamente persistente nel tempo. Le persone con distimia, quindi, si trovano immerse praticamente di continuo in uno stato d’animo malinconico. Se non si ricorre ad un trattamento psicologico adeguato, inoltre, tale condizione può sfociare in un disturbo depressivo più grave.  

“La malinconia è un desiderio senza dolore, simile alla tristezza nella stessa misura in cui la nebbiolina assomiglia alla pioggia”.

-Henry Wadsworth Longfellow-

Oltre che per scongiurare l’insorgere di altre psicopatologie, la terapia è necessaria poiché la distimia causa una forte angoscia in chi ne soffre. Di conseguenza, vi è una forte riduzione della qualità di vita di queste persone, poiché il loro malessere psicologico influisce sui diversi ambiti nei quali si muovono.

Qual è la differenza tra la distimia e la depressione?

Con quanto esposto finora, non sarebbe strano chiedersi se la distimia non è uguale alla depressione? La risposta è “no”, anche se è vero che presentano alcune caratteristiche comuni, che possono trarci in inganno.

Anche le persone depresse si sentono giù di morale per la maggior parte della giornata e quasi tutti i giorni. Questa condizione è evidente, alla pari della distimia, tanto agli occhi del soggetto che ne soffre come di chi lo circonda. La differenza consiste nel fatto che nella depressione la durata è di almeno due settimane, mentre nella distimia parliamo di due anni o più.

“E in questa esitazione di respiro e agonia, carico colmo di pene quel che appena sopporto. Non odi cader le gocce della mia malinconia?”

-Rubén Darío-

Gli altri elementi comuni sono i disturbi del sonno, l’aumento o la perdita d’appetito (anche se nella depressione può presentarsi un significativo cambiamento nel peso senza seguire un’apposita dieta a tale scopo), la fatica (che nella depressione si vede più come una continuata perdita di energia) e difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni (accompagnata da una persistente riduzione della capacità di pensiero).

Come possiamo vedere, già nelle similitudini vi sono sfumature che segnano delle differenze. A quanto già detto, bisogna aggiungere che nella depressione riduce notevolmente l’interesse o il piacere in tutte o quasi tutte le attività, quasi tutti i giorni e per la maggior parte della giornata. Ma c’è dell’altro.

Si presentano anche agitazione o ritardo psicomotorio quotidiano e continuato, eccessivi o inappropriati sentimenti di inutilità o colpa e ricorrenti pensieri ed idee di morte o di suicidio oppure tentativi e piani di portarli a termine. Tutto ciò è assente nella distimia. In entrambi, però, possiamo notare il deterioramento ed il malessere provocati in chi ne soffre, cosa che mette in rilevo la necessità di cercare aiuto affinché chi ne è affetto possa uscire da questa tremenda situazione.

 

 

Source: lamenteemeravigliosa.it

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