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Riconoscere il cyberbullismo in pochi passaggi

Riconoscere il cyberbullismo in pochi passaggi
14 aprile 2018

Le azioni proposte per prevenire e combattere ogni tipo di abuso sono numerose, soprattutto in ambito scolastico e lavorativo. Tradizionalmente, il bullismo viene esercitato tramite insulti, vessazioni o aggressioni fisiche; al giorno d’oggi, però, con le nuove tecnologie, questo fenomeno si è spinto oltre. Come riconoscere il cyberbullismo.

Il mondo digitale fa parte integrante della nostra vita quotidiana. Accediamo alle reti sociali, condividiamo parte della nostra vita e sbirciamo la realtà degli altri. Potrebbe trattarsi, però, di un’arma a doppio taglio. E se fossi io la vittima di abusi su internet? Per saperne di più, continuate a leggere e scoprirete come riconoscere il cyberbullismo.

 “Se non ci sono eroi disposti a salvarti, devi diventare il tuo stesso eroe”

-Denpa Kyoushi-

Passaggi per riconoscere il cyberbullismo

Conoscerne le diverse forme

Quando si pensa agli abusi perpetrati su internet, possono venire in mente situazioni in cui minacce o insulti vengono lanciati tramite applicazioni di messaggistica istantanea o altri social network. Ma non finisce qui. Per individuare casi di cyberbullismo bisogna tenere ben chiaro in mente che può colpire in diversi modi.

Possiamo considerarci vittime di bullismo quando, per esempio, clonano la nostra identità nei social network o in altre applicazioni, usandola per mandare messaggi con il nostro nome e la nostra immagine. Siamo vittime di cyberbullismo se hanno ritoccato in maniera offensiva una nostra foto e/o la hanno etichettata in termini offensivi.

D’altra parte, il cyberbullismo avviene anche se ci registrano o ci scattano delle foto e le pubblicano senza il nostro consenso su un portale online. In definitiva, quando qualcuno usa un mezzo tecnologico per realizzare azioni che vanno contro il nostro volere o il nostro gradimento. In questi casi, siamo vittime di abuso.

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Mani e computer riconoscere il cyberbullismo

Valutare, contare e riunire le informazioni

Una volta chiare le situazioni in cui si può parlare di abusi nel mondo virtuale, cosa fare se ci rendiamo conto che ci troviamo in una situazione similare? Ecco che ci viene in aiuto il secondo consiglio: analizzare e valutare quanto successo. È arrivato il momento di riflettere su come i fatti accaduti influiscono su di noi a livello sociale e personale.

Potremo trovarci di fronte a vari scenari: in primo luogo, può trattarsi solo di uno scherzo tra amici senza grande importanza, che non ci colpisce più di tanto. Al contrario, può rivelarsi una situazione che ci fa sentire offesi, insicuri e feriti. In questo caso si arriva al terzo punto chiave: parlarne.

“Non lasciatevi mai maltrattare in silenzio. Non permettetevi mai di essere vittime. Non accettate che qualcun altro definisca la vostra vita: siate voi a definire voi stessi.”

-Tim Fields-

Se siete minorenni, la cosa migliore è riferirlo ai vostri genitori e/o ai professori. Loro potranno aiutarvi a risolvere al meglio la situazione. Ma non dovrete parlarne esclusivamente con loro, potrete anche rivolgervi ad amici o compagni che possano darvi una mano a comprendere la situazione, oltre che sostenervi.

Dopo di che, si metterà in atto il quarto consiglio: raccogliere tutte le informazioni al riguardo (senza ometterne alcuna, neanche le più sgradevoli). Per farlo, bisognerà far chiarezza sull’accaduto: come, quando e da quanto tempo sta succedendo; chi è implicato e cosa vuole ottenere con le sue azioni; quali situazioni hanno generato gli eventi attuali.

Trovare una soluzione

Essere vittime di abusi è ingiusto e doloroso, pertanto bisognerà cercare di porvi fine. Ecco che si arriva all’ultimo punto chiave: trovare delle soluzioni e metterle in atto. Come già detto, si tratta di situazioni complesse per le quali non bisogna aver paura o vergogna a chiedere aiuto.

“Spesso, il cammino giusto può rivelarsi il più difficile da seguire. Ma il cammino duro è anche quello che ti farà crescere come esseri umani”

-Karen Mueller Coombs-

Per riuscirci, dovremo analizzare le informazioni che abbiamo raccolto, stabilendo se c’è la possibilità di parlare direttamente con le persone implicate per cercare di risolvere la situazione creatasi. Ribadiamo, non dovrete per forza farlo da soli. Chiedendo aiuto, potrete ottenere la comprensione e le forze necessarie affinché la situazione abbia fine.

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Se parlare non sarà sufficiente a porre fine a quanto sta accadendo, sarà opportuno ricorrere ad altri mezzi. In primo luogo andranno messe a conoscenza le autorità superiori (i professori in ambito scolastico o i capi in quello lavorativo) affinché prendano in mano la situazione. E ricordate: riconoscere il cyberbullismo è il primo passo per poterlo affrontare!

 

Source: lamenteemeravigliosa.it

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